David Beckham lancia una sua linea di bellezza, viso, corpo, capelli e barba e la bellezza al maschile cambia pelle, spostandosi dalla barba vero focus delle ultime stagioni a un nuovo concetto di grooming, che riguarda più il benessere generale del corpo che la cura in sé

La bellezza, si sa, non vive di notizie e momenti eclatanti, ma quando un’icona come David Beckham decide di mettere a frutto la sua esperienza e la sua immagine lanciando una sua linea beauty, House 99, allora la news va data. Perché si tratta di un’importante novità dedicata al mondo della bellezza maschile e perché rimette in gioco le regole del settore che, dopo l’esplosione del fenomeno barba qualche stagione fa, stava attraversando un momento di stasi. E poi perché il 19 marzo cade la festa del papà e quindi è un’ottima occasione per parlare di bellezza maschile.

Beckham invece dimostra ancora una volta di essere non soltanto un’icona di stile ma anche un trendsetter, poiché ha messo a frutto in un’ottica nuova e moderna proprio l’esperienza dei barbershop, tornati a nuova vita, mescolandola all’expertise L’Oréal Luxe che ha collaborato al progetto, oltre che dal desiderio di rivoluzionare il modo in cui la società considera il grooming come parte della mascolinità moderna. David Beckham dunque continua a sfidare la nozione e il concetto di “maschile” e “mascolinità”.Anni fa, infatti, proprio lui venne indicato come perfetto esempio di uomo metrosexual, il maschio ingentilito e che non disdegna la cosmesi. E sperimentando e reinventando in continuazione nuovi codici (è stato anche tra i primi a riempirsi di tatuaggi), cambiando acconciature di frequente, portando tra i primi la barba, ha contribuito in maniera importante a diffondere, soprattutto nei paesi anglosassoni, la cultura della cura del corpo e dell’immagine maschile. E con House 99, che è anche piattaforma social cui ogni uomo può accedere per scambiare informazioni e consigli, Beckham intende offrire e diffondere la cultura e l’approccio olistico del grooming fondendo lo stile del culto della barba con la creatività dei capelli, della pelle e del tatuaggio.

I NUMERI DELLA BELLEZZA MASCHILE

Una vera cultura, dunque, quella della bellezza maschile che sta poco per volta imponendosi cambiando pelle e che interessa un pubblico sempre più giovane, come dimostrano i numeri riportati da Centro Studi di Cosmetica Italia che ha calcolato in una percentuale del 24 per cento i consumi maschili sul fatturato globale del comparto bellezza in Italia nel 2016 con una spesa totale di 166 milioni circa, dei quali 69 milioni spesi per saponi e prodotti per la barba, 41 milioni per la cura della pelle e il restante per dopobarba. Mentre ben 402 milioni di euro sono stati spesi per profumi e fragranze. Il trend generale vede dunque lo spostamento su nuove tipologie ad alte prestazioni, come le creme multifunzione e le DD cream rivolte al mercato maschile e dedicate alla cura della barba, oltre che il consumo di prodotti non specificatamente studiati per un’utenza maschile, in particolare BB e CC Cream utilizzate per lenire l’effetto della rasatura e ridare idratazione o mascherare un’alterazione sul viso. «È un fenomeno che sta lentamente crescendo, mentre prima magari ci si accontentava di ‘rubare’ il cosmetico alla moglie, oggi l’uomo quando va in farmacia o profumeria chiede anche per se stesso», spiega il prof. Leonardo Celleno, dermatologo e presidente dell’Aideco (Associazione italiana dermatologia e cosmetologia). Che ha definito il maschio moderno come “macho con l’antirughe in tasca” mettendo in luce «un aumento dell’attenzione del maschio verso quei problemi estetici di benessere cutaneo che prima erano fenomeni riservati quasi esclusivamente alla donna».

GLI UOMINI E LO SKIN CARE

Il mercato risponde con prodotti e linee man care sempre più numerose e dedicate, dato che la pelle maschile è diversa da quella femminile, più spessa per la maggiore densità delle fibre di collagene e più grassa, ma altrettanto facile a disidratarsi, a causa anche di rituali aggressivi come la rasatura. «La pelle del maschio è diversa da quella della donna e impone una formulazione diversa da quella comune – spiega ancora il prof. Celleno – e varia anche a seconda dell’obiettivo che si vuole raggiungere. Nel caso della cosmesi maschile non si tratta di avere una pelle levigata e liscia come quella della donna, ma una bella pelle che mantenga però le caratteristiche maschili». Secondo Kumi Craig, expert groomer con clienti noti come Mark Ruffalo e Chris Hemsworth, gli uomini non amano che si applichino molti prodotti sulla loro pelle ma spiega anche che sono sempre più attenti al loro aspetto: «Che si tratti di un look pulito o con una barba lunga e ben curata, si vedono sempre meno uomini trasandati e sempre più alla ricerca del meglio per loro. Ricevere sguardi di approvazione è un’iniezione di fiducia per qualsiasi uomo». E il suo consiglio è quello di sperimentare fino a trovare il prodotto giusto per la propria pelle, meglio se rapido ed efficace, come un blasamo labbra o un prodotto anti-uv. Un problema, quello della scelta del prodotto, che ha sollevato anche l’agenzia di analisi Mintel in un suo studio nel quale si spiega che nei più grandi mercati europei più di un uomo su cinque usa maschere o peeling facciali, suggerendo un crescente riconoscimento dei benefici di questi trattamenti anche da parte maschile. Ma il problema è che spesso il mercato non viene loro incontro perché mancano, ad esempio nel caso della beauty coreana e delle mask in particolare, prodotti specifici per la pelle dell’uomo e magari privi di quelle caratteristiche che li rendono diffusi tra le donne, come decorazioni e forme strane. «Eppure molti di loro usano maschere unisex o femminili – spiega Jamie Rosenberg, global analyst Mintel -. Ingredienti come l’argilla e il carbone sono noti per curare la pelle mista e il sebo, due caratteristiche del la pelle maschile, ma pochi brand di maschere e skin care hanno apportato innovazioni in questo ambito».

IL MAKE UP MASCHILE

Ancor più complicato il rapporto uomini-trucco. Un esempio basta a dimostrare come questo legame stia avanzando ma con lentezza estrema, a piccoli passi: risale infatti al 2008 la prima linea cosmetica di make up maschile, Monsieur di Jean Paul Gaultier che comprendeva prodotti basilari come correttore, lip balm e matite per occhi con mascara dedicati agli uomini. Il progetto non ebbe lunga vita a dimostrazione anche del fatto che i tempi, dieci anni fa, non erano ancora maturi. Oggi, invece, grazie anche a tutto il movimento sull’uguaglianza di genere e ai social media, con lo spopolare di star di Youtube, vlogger e blogger di bellezza, di trucco maschile si sente parlare sempre più spesso. E, come spiega sempre Mintel, mentre gli influencer di bellezza stavano accumulando milioni di follower sui loro canali social e mettendo in mostra capacità professionali e creatività, l’industria ha visto un’opportunità per promuovere un atteggiamento più rilassato nei confronti degli uomini che indossano il trucco. Infatti, negli Stat Uniti brand come Maybelline e Covergirl hanno nominato i primi ambassador maschi, James Charles e Manny Gutierrez. Inoltre, Snapchat ha subito captato il trend lanciando una piattaforma che riunisce i più famosi blogger, “Boy Beauty”. E proprio i social media hanno svolto un ruolo importante nel rafforzare il profilo della bellezza maschile: il rapporto Mintel’s Beauty Retailing nel 2017 suggerisce infatti che i giovani soprattutto tra i 16 e i 24 anni hanno più fiducia nei blogger e nei consigli online che nei rivenditori di cosmetici, con i quali si identificano meno.



Continua a leggere