Traguardo del mezzo miliardo mancato per un soffio, ma va benissimo cos. Quel milione che manca ci sembra quasi di buon auspicio: ci ricorda che nel 2018 andremo ben oltre, proseguiremo su questa strada di crescita sostenibile, che ci ha permesso di essere globali e di mantenere allo stesso tempo una forte identit italiana. Alberto Camerlengo, ceo di Furla, commenta cos, dalla sede di Milano, i risultati del 2017, ennesimo anno eccezionale per l’azienda di borse, accessori e calzature.

In videocollegamento da Bologna c’ Giovanna Furlanetto, presidente e figlia di Aldo e Margherita, che fondarono l’azienda nel 1927. Questi bei numeri su vendite, redditivit, crescita della rete di negozi e della conoscenza del brand sono il risultato di un lavoro di squadra “globale” e sono per tutti motivo di orgoglio e spinta a fare sempre meglio. Io per sono la persona con l’anzianit di servizio maggiore, per cos dire, e per me la soddisfazione pi grande sapere che in tutti questi anni la filosofia di Furla non mai cambiata, n lo hanno fatto lo stile di gestione o l’attenzione alla qualit.

Ed eccoli, i numeri del 2017: l’ebitda salito del 34,1%, il fatturato cresciuto del 20% a cambi costanti e del 18,3% a cambi correnti, arrivando a 499 milioni, pi che raddoppiato quindi rispetto ai 228 milioni del 2013.

A gestire l’azienda, sempre in stile Furla e Furlanetto, negli ultimi due esercizi stato Camerlengo, manager esterno alla famiglia ma anche primo estimatore dell’impronta e dell’esempio che la figlia dei fondatori continua a dare. Siamo presenti in 100 Paesi con 467 negozi, che si aggiungono ai 1.200 punti vendita del canale wholesale. Negli ultimi due anni inoltre hanno dato un forte contributo l’e-commerce, che nel 2017 cresciuto del 38%, e il travel retail – sottolinea il ceo del gruppo Furla –. Oggi abbiamo 37 punti vendita negli aeroporti e nel 2018 17 location saranno dedicate alle collezioni uomo, che in alcuni Paesi crescono pi velocemente di quelle da donna.

Il successo di Furla, brand posizionato nel cosiddetto “lusso accessibile”, non solo legato a una sana ed efficiente gestione e a una visione coerente nel tempo. Negli ultimi anni, preso atto della rivoluzione portata da internet, sono stati fatti importanti investimenti in marketing, con progetti che coinvolgono tutti i canali, da quelli fisici al digitale, senza dimenticare i social network, le vetrine, il visual merchandising, la formazione del personale nei negozi e la multiculturalit dei team. Un altro motivo di orgoglio l’equilibrio tra mercati, che nel 2017 sono cresciuti tutti a due cifre – aggiunge Camerlengo –. Il Paese dove storicamente esportiamo di pi il Giappone, che assorbe il 23% del fatturato, ma in futuro potenzieremo, senza fretta, anche gli Stati Uniti.

Giovanna Furlanetto conclude sottolineando che il successo di un’azienda appartiene a tutte le persone che vi lavorano e che a chi guida un’impresa spetta il compito di rendere i luoghi e i tempi di lavoro pi sostenibili possibile. Non sono solo parole: Furla ha da poco ottenuto la certificazione Top Employers Italia 2018 e festeggia oltre un anno del programma di welfare aziendale Furla for You. L’88% dei nostri dipendenti ha utilizzato una delle varie opportunit del programma, diverse a seconda del Paese. Il mio sogno? Trovare il modo di soddisfare anche quel 12% per il quale evidentemente non abbiamo ancora escogitato il benefit giusto.

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