«Per l’esavalente (che comprende difterite, tetano, epatite B, influenzae haemophilus B, polio, pertosse ndr) siamo sopra il 95% dei bimbi vaccinati, quindi la soglia fatidica che permette l’immunità di gregge è stata raggiunta. E per il morbillo abbiamo avuto una crescita di circa il 6%, quindi anche in questo caso ci avviciniamo a quella soglia». Giovanni Rezza, direttore del Dipartimento Malattie Infettive dell’Istituto superiore di Sanità, considera una vittoria i risultati della norma che obbliga i genitori a vaccinare i bambini per poter andare a scuola.

I dati non riguardano tutte le regioni e sono ancora preliminari, ma in generale sono positivi e hanno portato all’aumento della copertura. «Le vaccinazioni sono aumentate», ha aggiunto Rezza, «e questo era l’obiettivo del decreto, non punire i genitori inadempienti. Perché i vaccini sono innanzitutto un diritto».

I dati definitivi arriveranno fra un mese perché in molte regioni ci sono proroghe. Sono quelle in cui è stata istituita l’anagrafe vaccinale: Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Toscana, Marche, Liguria, Lazio, Valle d’Aosta, Sicilia e le province di Bolzano e Trento. Non valeva per queste la scadenza del 10 marzo per presentare la documentazione.

Secondo le stime della Società di Igiene i bambini sotto i 6 anni con la documentazione non in regola potrebbero essere 30mila. Per questi ci sarebbe l’esclusione da nidi e materne, per chi frequenta la scuola dell’obbligo una multa da 100 a 500 euro.

Ieri, prima giornata in cui scattavano le sanzioni, ci sono stati casi di bambini respinti un po’ in tutta Italia. Dal Comune di Milano hanno segnalato una decina di casi, solo 4 però si sono presentati a scuola e sono stati rimandati a casa. Alcune decine in Sardegna, 4 a Sulmona, tre nel Lazio. Nessuna esclusione in Trentino e per ora nemmeno in Emilia-Romagna, regioni dove però c’è l’anagrafe vaccinale.

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