“C’e’ stato ed e’ in corso un cambiamento per quanto riguarda l’approccio alle partite e la mentalita’. L’idea e’ portare un atteggiamento positivo e propositivo, superando la tradizione di un impatto difensivistico e di sola attesa”. Al comando del girone di qualificazione ai Mondiali 2019 con 4 vittorie in altrettante gare, 10 gol segnati e nessuno preso, l’Italdonne aspetta la Moldavia il 6 aprile e il Belgio a Ferrara il 10 aprile per proseguire nell’obiettivo dichiarato del ct Milena Bertolini e di tutta la federazione: rivedere le azzurre in una rassegna iridata dopo venti anni. “Il difficile viene adesso, se manchiamo da vent’anni un motivo deve esserci – spiega a Radio Onda Libera l’allenatrice della Nazionale – Si sta cercando una mentalita’ diversa e non e’ facile. Ci giochiamo le possibilita’ con il Belgio, che e’ la favorita, e il Portogallo. All’estero sono piu’ avanti di noi per i maggiori investimenti. Negli ultimi tempi in Italia ci sono segnali diversi che incoraggiano la crescita del movimento. Il girone e’ complicato, passa la prima classificata e poi c’e’ un meccanismo ancor piu’ difficile di quello della Nazionale maschile. Le ragazze sono molto motivate, c’e’ entusiasmo e voglia di arrivare”. Nel frattempo, l’Italia per la prima volta e’ arrivata in finale alla Cyprus Cup, persa con la Spagna: “Abbiamo disputato un buon torneo, in 9 anni non avevamo mai raggiunto la finale e questo traguardo e’ comunque qualcosa di positivo che ci ha permesso di fare esperienza, con partite a livello internazionale che hanno coinvolto tutto il gruppo delle 20 ragazze”. “Peccato per l’esito della finale, siamo uscite con dei buonissimi riscontri pensando per esempio ai 4 gol presi su palla inattiva, 2 su rigore e 2 da calcio d’angolo”. Cosa manca al calcio femminile italiano per raggiungere le realta’ internazionali piu’ forti e competitive e’ presto detto: “L’Italia negli anni ’90 era tra le piu’ forti, poi c’e’ stata una situazione di stallo per 15 anni mentre le altre sono andate avanti aumentando gli investimenti. Noi siamo rimasti fermi. Adesso c’e’ qualcosa di diverso, ci sono i club piu’ grandi che si stanno occupando di calcio femminile, come la Fiorentina e quest’anno anche la Juve. Inter e Milan stanno programmando per l’anno prossimo, la Roma ci sta pensando. Qualcosa e’ cambiato e sta cambiando in positivo, manca pero’ lo status da professionista. Da noi le giocatrici sono considerate dei dilettanti sebbene facciano la vita da professioniste con 6-7 allenamenti a settimana e gli impegni”.



Continua a leggere