A molti, sul cocuzzolo di una pista da sci particolarmente ripida, è capitato di chiedersi se provare a scendere oppure evitare inutili rischi: lo sci non è uno sport per chi ha paura, questo è certo. Una buona dose di coraggio potrebbe distribuirla Millie Knight, una sciatrice britannica in gara alle Paralimpiadi di PyeongChang, che si sono aperte il 9 marzo. Quando aveva 1 anno ha contratto una malattia agli occhi e ora scende lungo questi pericolosi tracciati senza vedere praticamente nulla: «Posso vedere nel raggio di circa due o tre metri ma tutto annebbiato, mi è rimasto il 5%», dice l’atleta inglese. «Non ho davvero una percezione approfondita, quindi non so quanto siano lontane da me le cose quando devo interagirci».

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Eppure anche Millie, già campionessa mondiale, ha avuto paura in vita sua, proprio a causa di una caduta sugli sci. «Era il dicembre del 2016», ricorda Brett Wild, la sua guida. «A pochi metri dal traguardo le dissi di lasciar andare le gambe e spingere al massimo». E invece di totalizzare il miglior crono, è arrivato lo scivolone clamoroso: «L’impatto col ghiaccio le ha tagliato la faccia in vari punti», aggiunge l’istruttore. «È finita sotto un gonfiabile che limita la pista, l’ho sentita chiedere aiuto in radio». Niente di grave in realtà: esce dall’ospedale e prova a presentarsi il giorno dopo al Super-G, ma la sua psicologa Fay gli fa capire che non è il caso.

Il peggio, però, doveva ancora arrivare per la Knight: all‘inizio del 2017, infatti, si schianta a 115 chilometri orari e riporta una leggera commozione cerebrale che le scombussola i piani. Ma soprattutto la mente: la ragazza classe 1999, già portabandiera a Sochi, inizia ad aver paura di sciare. La guida si sente il colpevole: è lui che in pista precede l’atleta e gli impartisce ordini con cuffie bluetooth. Dopo averne provate tante, riporta la sua Millie insieme alla psicologa sulla location dell’incidente: lo stratagemma funziona e la ragazza ricomincia a vincere. Uno, due, tre medaglie: in Canada fa man bassa e adesso punta dritto all’oro paralimpico a PyeongChang.

Nella prima gara, la discesa libera, si è messa al collo un argento. Ma di occasioni ce ne sono ancora tante e Millie non è un personaggio che si arrende facilmente.

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