Il prezzo delle prestazioni lavorative può essere diverso se a offrirle sono uomini o donne, e questo è ormai un dato di fatto. Ma ProntoPro, sito che mette in contatto domanda e offerta di lavoro professionale e artigianale, ha scoperto che il gender pay gap, a volte, penalizza non le donne, ma gli uomini. Dall’analisi dei preventivi inviati da liberi professionisti e freelance emerge che in 65 casi su 100 le retribuzioni sono diverse, ma in alcuni di questi casi a vantaggio delle lavoratrici.

Ad esempio, se una tatuatrice guadagna il 5% (115 euro) in più rispetto a un tatuatore (110), una web designer arriva al 7% (750 rispetto a 700) e una personal trainer all’8% (da 35 a 32,5). Le insegnanti di ballo si fanno pagare in media il 9% (30 euro) in più dei colleghi maschi (27,5).

Il sito ha preso in considerazione 20 categorie professionali, e in alcuni casi – proprio grazie al web – il gap si annulla: ad esempio, quando si tratta del settore musicale, del benessere e della cura della persona. Il prezzo delle prestazioni è lo stesso per gli insegnanti di chitarra, i dog sitter, i professori che impartiscono ripetizioni, i dj, i fisioterapisti e i naturopati. E – sorpresa – fra gli idraulici: che siano uomini o donne, presentano la stessa parcella.

«Se non si parla solo di uomini che guadagnano più delle donne – spiega Marco Ogliengo, amministratore delegato di ProntoPro – ma possiamo dire anche il contrario, credo che qualcosa stia cambiando. In generale spero che col passare del tempo non avremo più bisogno di affrontare questo tema perché le differenze di genere saranno completamente annullate».

Invece le donne guadagnano meno rispetto agli uomini soprattutto quando prestano servizio come animatrici per bambini (-13%) o wedding planner (-7%). E, ancora peggio, come interior designer: il preventivo medio di uomo è di circa mille euro, quello di una donna di 650. Il 35% in meno.

Nel 24° Rapporto sulle Retribuzioni di OD&M Consulting, società specializzata in HR Consulting di Gi Group, il gender gap aumenta per dirigenti e impiegati, che raggiungono rispettivamente l’11,8% (equivalenti a 14.076 euro) e il 13,6% (equivalente a 3.982 euro in meno), mentre diminuisce per quadri e operai, per i quali si registrano 4.683 euro di differenza (8,3%) e 2.032 (8,1%).

All’inizio della carriera, la laurea tende a ridurre il gap di genere: fra ragazzi e ragazze c’è una differenza di stipendio del 7,8% (pari a 2.040 euro). Che si accentua tra i non laureati arrivando al 10,4% (circa 2.411 euro) a favore dei ragazzi rispetto alle ragazze.

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