Autorizzo l’utilizzo dei Cookie  

POLIZIA – Grande successo per il convegno tenutosi ieri presso la sede dell’Ordine dei Medici della Provincia di Isernia sul tema “Ben…essere al Femminile”.

L’appuntamento, che si è svolto, non a caso, nella giornata della Festa della Donna, ha visto la partecipazione, tra i relatori, del Questore di Isernia, Ruggiero Borzacchiello.

L’universo femminile è stato scandagliato da diversi punti di vista, grazie ai vari interventi tenuti da relatori d’eccezione. Il pubblico, composto da medici e da operatori del settore sanitario, si è mostrato molto interessato all’argomento con numerosi interventi. Soprattutto è stato il taglio pratico, con l’analisi di recenti casi di cronaca, a stimolare l’interesse del pubblico.

In particolare, l’approccio dell’operatore sanitario a situazioni che possono “celare” reati di genere, ha reso di grande attualità l’incontro.

Infatti, al di là della tutela offerta dalla legge, che va dagli strumenti dell’ammonimento al divieto di avvicinamento, fino ai domiciliari e al carcere per i casi più gravi, la battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione e un ruolo determinante è rivestito dagli operatori che per primi approcciano la problematica, sia dal punto di vista sanitario che da parte degli operatori di polizia.

Nell’ambito della prevenzione si muove l’adozione del “Protocollo E.V.A.” (Esame delle Violenze Agite), del Progetto Camper (per la capillare diffusione dell’informazione) e del “Protocollo SARA” (si tratta di un progetto adottato già in Canada, utile per valutare il rischio di recidiva nei casi di maltrattamento e stalking). Grazie a questa intensa e minuziosa attività di prevenzione e monitoraggio, seguita quotidianamente da un pool di esperti della Polizia di Stato, il Questore di Isernia ha evidenziato come la maggiore consapevolezza ha permesso l’adozione, nell’anno 2017, di ben 10 provvedimenti di ammonimento nei confronti degli autori di atti persecutori (stalking) e di violenza domestica.

Nel panorama nazionale, l’andamento dei cosiddetti “reati spia” (atti persecutori, maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e percosse) nell’ultimo triennio, testimonia che l’intensa attività di informazione comincia a dare i suoi frutti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Autorizzo l’utilizzo dei Cookie  

Autorizzo l’utilizzo dei Cookie  

Autorizzo l’utilizzo dei Cookie  

Autorizzo l’utilizzo dei Cookie  



Continua a leggere