«A meno di due mesi dalla scomparsa dell’adorata moglie Marina». È la parte fondamentale dell’annuncio della morte di Carlo Ripa di Meana, scomparso oggi a Roma a 89. Sono qualche settimana ha vissuto senza accanto la donna che era sua moglie dal 1982, morta il 4 gennaio, e con cui aveva condiviso battaglie politiche e red carpet. Si fatica a trovare una foto in cui sia solo, c’è sempre di fianco a lui la moglie bellissima con i suoi cappelli impossibili da dimenticare.

Era nato il giorno di ferragosto del 1929 a Pietrasanta da famiglia nobile, i marchesi di Meana.

Sua madre Fulvia era figlia del parlamentare e ministro giolittiano Carlo Schanzer. La politica l’aveva nel sangue. Era stato parlamentare e commissario europeo, ministro della Repubblica, presidente di Italia nostra e della Biennale di Venezia, oltre che della Biennale del dissenso negli anni Settanta.

Già negli anni Cinquanta aveva diretto, per il Partito comunista italiano, l’Unione internazionale degli studenti. A Praga aveva incontrato Bettino Craxi e quello socialista era diventato il suo partito. Negli anni Settanta, in Lombardia, viene eletto consigliere del Psi.

È l’ambientalismo l’altra linea guida della sua vita politica. È fra i primi a sostenerlo in Italia. Diventa Ministro dell’Ambiente con il primo governo Amato, nel giugno del 1992. Resta in carica un anno solo: si dimette dopo in contrasto con il provvedimento che depenalizzava i finanziamenti illeciti ai partiti con valore retroattivo.

Malato da tempo, è morto circondato dai fratelli e dal figlio ha detto proprio il figlio Andrea all’agenzia Ansa ricordando che aveva vissuto appena due mesi senza Marina con cui aveva vissuto per 35 anni. «Mi sono reso conto che l’ho amata disperatamente!» ha detto nell’ultima intervista raccontando che aveva saputo della morte di lei dai telegiornali. Lei non voleva che soffrisse e non aveva voluto che vedesse i suoi ultimi giorni.

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