La disuguaglianza sociale, seppur lentamente, si sta riducendo [VIDEO]. Questa è, in sintesi, la conclusione a cui si perviene analizzando i dati della prima Relazione del ministero dell’Economia e delle Finanze sui primi quattro indicatori di benessere equo e sostenibile. Gli indicatori presi in considerazione nella Relazione sono, rispettivamente, la disuguaglianza del reddito disponibile, il tasso di mancata partecipazione al mercato del lavoro il reddito medio disponibile aggiustato pro capite e le emissioni di CO2. In termini percentuali, attualmente, la disuguaglianza sociale, cioè la differenza reddituale tra la parte più ricca e quella più povera della popolazione italiana, si attesta al 6,2% e entro il 2020 dovrebbe arrivare al 6%.

Una differenza di pochi decimali di punto, appena due, ma sufficiente a far entrare nelle tasche delle famiglie italiane mille euro in più all’anno.

L’aumento dell’occupazione

La Relazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze mette in evidenza come, nel triennio preso in considerazione, il tasso di mancata partecipazione al mercato del lavoro dovrebbe subire una riduzione di più di 2 punti percentuali. Questo, ovviamente, inciderà positivamente sul tasso di #Disoccupazione generale. Sempre secondo i dati pubblicati nella Relazione del Ministero dell’Economia e delle Finanze, la disoccupazione maschile dovrebbe passare da poco più del 17% a circa il 16%. Mentre, quella femminile, molto più pronunciata, dovrebbe passare da quasi il 25% a circa il 22%.

L’aumento del reddito disponibile

La Relazione elaborata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze ha calcolato che nel triennio 2018 – 2020 il Reddito medio disponibile aggiustato dovrebbe aumentare di circa il 6%.

L’Rda è una misura del reddito disponibile per i nuclei familiari depurato delle tasse e in cui viene incluso il valore dei servizi di cui le famiglie usufruiscono. Questo incremento, secondo la Relazione ministeriale, è il risultato del combinato disposto del superamento della lunga #Crisi economica scoppiata nel 2008 e dell’introduzione nel corso del tempo di varie misure di sostegno al reddito a favore delle famiglie [VIDEO].

Per concludere, la Relazione ha preso in considerazione solo quattro indicatori di benessere equo e sostenibile. Questi, in totale, sono dodici. E dovrebbero essere introdotti, gradualmente, nelle nostre rilevazioni economico – sociali. Già a partire dal Documento di Economia e Finanza che sarà reso pubblico ad aprile 2018 dovrebbe essere analizzato l’impatto sulla crescita economica di questi fattori. A solo titolo d’esempio, oltre a quelli già menzionati, gli altri indicatori sono: l’eccesso di peso, l’indice di povertà assoluta, l’uscita precoce dal sistema educativo e formativo e la speranza di vita alla nascita.

#EconomicaMente



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