Alla vigilia delle Olimpiadi Invernali di PyeongChang 2018, il presidente del Coni Giovanni Malagò aveva indicato la doppia cifra di medaglie come obiettivo dell’Italia. La spedizione tricolore si trova a quota sei ed il traguardo appare dunque ancora raggiungibile, anche se le occasioni per salire sul podio iniziano a diminuire.

Una delle carte più importanti da giocare sarà quella della team sprint a tecnica libera di sci di fondo. Le qualità di Federico Pellegrino sono note, resta da capire chi affiancherà il valdostano: con Dietmar Noeckler che sembra ormai fuori dai giochi, Francesco De Fabiani sembra favorito nel ballottaggio con Maicol Rastelli. La staffetta a coppie è una gara atipica, dove bisogna possedere anche qualità di resistenza. Per questo il De Fabiani visto oggi nella 4×10 km (attenzione a lui anche nella 50 km a tecnica classica) potrebbe far comodo, tenendo anche conto che il 24enne ha offerto buone prestazioni in stagione in tecnica libera quando ha gareggiato sull’uomo.

Determinante potrebbe rivelarsi anche la discesa libera femminile di sci alpino (peraltro, andrà in scena mercoledì 21 febbraio, lo stesso giorno della team sprint di sci di fondo). Dopo l’occasione sprecata in superG, Sofia Goggia sembra accreditata come l’avversaria più credibile per impensierire la favorita americana Lindsey Vonn. A patto che la bergamasca riesca finalmente a disputare una prova pulita e senza quegli errori che troppe volte ne hanno minato le ambizioni. Sempre nello sci alpino, qualche piccola ambizione le azzurre potrebbero nutrirla nella combinata, in particolare con Federica Brignone.

Altra carta cruciale sarà quella della staffetta femminile di short track. Sulla carta le azzurre, già in finale, partono un gradino dietro rispetto a Corea del Sud e Cina, ma possono giocarsela con il Canada per la medaglia di bronzo. Cruciale sarà la condizione di Arianna Fontana, apparsa scarica nei 1500 metri: la valtellinese deve rigenerarsi per trascinare le compagne sul podio e, soprattutto, conquistare quel settimo alloro della carriera a cinque cerchi mai ottenuto da nessuna donna nello short track.

Speranze concrete si possono nutrire anche nelle mass start di speed skating, soprattutto in quella femminile dove il Bel Paese potrà vantare il lusso di poter contare su due atlete da top3 come Francesca Lollobrigida e Francesca Bettrone: dal punto di vista tattico, un vantaggio non da poco. Anche Andrea Giovannini può far bene nella mass start, a patto da ritrovare quella brillantezza sin qui mancata in Corea del Sud. Qualche piccola chance anche per il team pursuit, impegnato tra poco nelle batterie dei quarti di finale.

Dopo un’Olimpiade tra alti e bassi, l’Italia si concentrerà sulle staffette nel biathlon. Quella con maggiori ambizioni è la mista, già bronzo a Sochi 2014. Lisa Vittozzi, Dorothea Wierer, Lukas Hofer e Dominik Windisch dovranno disputare una gara perfetta per riprovarci ancora. Ambizioni un pizzico più ridotte per il quartetto femminile, dove non è ancora chiaro chi resterà fuori tra Federica Sanfilippo, Nicole Gontier ed Alexia Runggaldier. Per la staffetta maschile, invece, servirebbe quasi un miracolo.

Tenterà un’impresa leggendaria Carolina Kostner nel pattinaggio artistico. Se i primi due posti sembrano già in cassaforte per le russe Evgenia Medvedeva ed Alina Zagitova, l’altoatesina dovrà superarsi ed essere perfetta dal punto di vista tecnico per provare ad agguantare un nuovo bronzo dopo quello di Sochi 2014.

L’Italia, infine, potrà provarci anche nel PGS maschile di snowboard. Sarà una delle competizioni più aperte ed imprevedibili di queste Olimpiadi, tuttavia Roland Fischnaller, Edwin Coratti, Aaron March e Mirko Felicetti possiedono le armi per provare ad inserirsi nelle posizioni che contano.

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Foto: Fisi Pentaphoto

 





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