Claudia Pandolfi a distanza di quasi tre anni dalla messa in onda della prima stagione, e con un secondo figlio nel mezzo (Tito, nato nel gennaio 2016), ritorna nei panni di Angelica, protagonista insieme a Orlando (Claudio Santamaria) della serie È arrivata la felicità, dal 20 febbraio in prima serata su Raiuno. Dopo due gemelle, ora adolescenti (Bea e Laura), la libraia che è scappata dall’altare per amore di Orlando si ritrova di nuovo con un fagotto in fasce da accudire, e sembra che il compagno non sia molto di aiuto.

Dunque i litigi si sommano giorno per giorno, insieme all’amore passionale che con lo stesso ritmo si sgonfia. Insomma la coppia così felice nella prima stagione si trova di fronte ai classici problemi quotidiani di tanti, ma una notizia inaspettata metterà in ginocchio la famiglia: ad Angelica viene diagnosticato un cancro. Con l’aiuto di tutti e con la consueta verve che la contraddistingue, inizierà ad affrontare una dura battaglia.

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«Angelica si è messa in testa che nella vita deve essere più felice che triste, deve andare contro il dolore e i sentimenti negativi» ci racconta Claudia Pandolfi, «è disorientata, le è arrivato un macigno addosso le cui schegge hanno ferito chi le sta intorno, ma non è meno grintosa di prima. Anzi».

Come Angelica, anche Claudia Pandolfi si è ritrovata con un fagotto in braccio dopo 10 anni dal primogenito Gabriele.

Come procede con Tito?

«È tosta, è molto più tosta che con Gabriele perché sono più vecchia e Tito è più vivace e irruento di Gabriele. Per fortuna che c’è lui che difende e sostiene il fratellino: ha un istinto protettivo soprannaturale, non me lo aspettavo. Mi ha colpito».

Una decisione quella di affrontare una gravidanza a 40 anni che non è stata presa su due piedi.

«Ero un po’ resistente all’idea, non mi sentito più adatta, poi mi ha travolto l’amore e il desiderio di paternità di un uomo (il compagno Marco De Angelis, ndr) e la voce di mio figlio che per anni, in tutte le lingue, mi diceva che desiderava un fratellino. E allora ci sono cascata».

I figli aiutano a tornare giovani?

«Sì, Tito mi ha riportato indietro di 5-6 anni. I figli ti chiedono resistenza fisica e di dare il meglio: ti mettono davanti a uno specchio spesso deformante che amplifica i tuoi difetti e le tue virtù».

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