Lo scandalo Oxfam, tra abusi e prostituzione








Violenza, prostituzione ma anche poca trasparenza, sono queste le accuse che scuotono in questi giorni i vertici di Oxfam. Alcuni dipendenti dell’organizzazione umanitaria britannica avrebbero organizzato festini hard ingaggiando giovani prostitute all’interno degli alloggi e degli hotel pagati dall’ong ad Haiti, durante l’intervento seguito al disastroso terremoto, che nel 2010 fece almeno 300 mila vittime. Una situazione non sconosciuta ai piani alti di Oxfam che, secondo quanto riporta il Times citando un rapporto confidenziale di Oxfam redatto nel 2011, avrebbero cercato di nascondere l’accaduto accettando la dimissione di quattro operatori e licenziandone altri tre.

Uno scandalo che negli ultimi giorni si è allargato a macchia d’olio portando alle dimissioni di Penny Lawrence, numero due dell’organizzazione non governativa che si è presa la totale responsabilità dei fatti contestati. Poco dopo è stata la volta dell’amministratore delegato Mark Goldring, accusato di avere ignorato le segnalazioni degli abusi, arrivate da Helen Evans, ex garante interna (dal 2012 al 2015) per la tutela delle norme di comportamento e diventata «la talpa» dell’inchiesta che sta minacciando la credibilità dell’organizzazione. Sia la Commissione Europea che il governo britannico hanno confermato la possibilità di sospensione dei finanziamenti se l’indagine porterà alla luce gravi mancanze all’interno dell’organizzazione.

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Nell’ultimo anno finanziario Oxfam ha ricevuto 29 milioni di sterline dalla Commissione Europea e 32 milioni dal Governo britannico. La Charity Commission ha a questo proposito avviato un’inchiesta. In particolare, Mark Goldring non avrebbe tenuto in considerazione le segnalazioni relative a presunte molestie compiute contro una volontaria 14enne da parte di un dipendente adulto in uno dei negozi gestito dall’associazione nel Regno Unito per autofinanziarsi, ma anche nel presunto stupro di una donna da parte di un operatore in Sud Sudan.

«Ciò che abbiamo davanti – ha comunicato Oxfam – è un comportamento assolutamente inaccettabile, sono stati traditi gli alti valori che guidano il lavoro di Oxfam e la fiducia dei sostenitori in Gran Bretagna e delle migliaia di persone che ogni giorno sono al nostro fianco per combattere l’ingiustizia della fame e della povertà. Una situazione che ci ferisce profondamente». Secondo il Daily Mail, l’ong avrebbe preso in affitto una maxi villa con piscina, terrazza e sei camere da letto ad un prezzo spropositato rispetto al costo della vita ad Haiti.

«Sono fortemente rattristata per il danno e la sofferenza causata ai sostenitori di Oxfam – ha scritto nella sua lettera di dimissioni Penny Lawrence – per il più ampio settore della cooperazione e per gran parte delle persone bisognose che avevano fiducia in noi». E ha aggiunto: «Oxfam non è riuscita ad agire in modo adeguato nelle due vicende venute alla luce dopo le rivelazioni della stampa britannica».

Nelle ultime ore il presidente di Oxfam International Juan Alberto Fuentes, che da 2008 al 2012 è stato ministro dell’economia del governo guatemalteco, è stato arrestato per corruzione in Guatemala, insieme all’ex presidente del Paese Álvaro Colom Caballeros.

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