La Crescita attraverso la Dignità  – Repubblica.it


Assisteremo nei prossimi mesi a una ricerca affannosa di dignità della persona, partendo da una nuova consapevolezza che riguarda la centralità del soggetto umano al di là di qualsiasi appartenenza identitaria, che negli ultimi anni ha invece colonizzato l’immaginario collettivo. Alain Touraine – uno dei più grandi sociologi viventi, inventore del termine post-industriale – lo spiega con chiarezza nel suo ultimo lavoro Noi, soggetti umani un libro dal sottotitolo emblematico: Diritti e nuovi movimenti nell’epoca postsociale. Non c’è più classe sociale o categoria ideologica che tenga: i diritti umani riconquistano il centro della scena e il mondo dell’industria e del retail dovranno fare i conti con questa rinnovata sensibilità. Un esempio su tutti è costituito dal movimento femminile contro le molestie che è esploso dopo il Caso Weinstein e che non accenna a spegnersi perché ha toccato il nervo scoperto della differenza di genere: nella vita, nel lavoro, nelle relazioni più intime e delicate. Questo caso di cronaca ha toccato la sfera dei diritti della donna, e milioni di donne nel mondo si sono riconosciute nelle vittime dello scandalo che per questo motivo si è propagato a macchia d’olio: semplicemente qualcosa di simile era accaduto anche a loro, andando a intaccare la dignità di queste persone.

Alcune tappe del Tour 2018 del Festival della Crescita tratteranno questo tema, che verrà direttamente affrontato nella tappa di Napoli del 3 e 4 maggio, interamente dedicata all’economia civile e alle sue qualità umane.  Immaginare un futuro che metta a valore il calore umano delle relazioni, significa ragionare sulla dignità di ciascun soggetto, coinvolto in modo sempre più profondo nelle dinamiche della condivisione: non solo in termini commerciali o di erogazione dei servizi, ma anche in termini di violenza psicologica. Online e offline: i social network generano calore aumentando esponenzialmente la quantità di contatti e scambi tra diversi soggetti.
Sono relazioni che molto spesso corrispondono a persone in carne e ossa che conosciamo, apprezziamo, ascoltiamo, e che desiderano essere riconosciuti attraverso il filtro della dignità personale. Una economia civile che interpreti questi ed altri temi così delicati, sostiene la sfida che aspetta tutti gli operatori del mercato.

In altre occasioni abbiamo spiegato come qualsiasi attività sia governata da un centro morale: la dignità delle persone, il rispetto per l’ambiente, il desiderio di vedere un lavoro ben fatto. Creare valore significa ricucire un tessuto di confidenza e fiducia, attraverso la paziente costruzione di relazioni fondate sulla dignità. Solo così si potrà trasmettere il senso del riconoscimento e della riconoscenza, tanto cruciale nel preservare il sistema umano delle relazioni. E’ notizia recente che molti giovani italiani negli ultimi anni vengono molto apprezzati a Londra nella loro delicata attività di infermieri. Ecco un esempio emblematico di arte della relazione in un contesto che è normalmente segnato da grande fragilità delle persone. Ma anche nelle più semplici attività di commerciante o di addetto alla vendita, si fa strada timidamente una competenza dimenticata: l’empatia. Ne hanno parlato con dovizia di particolari i due più grandi futurologi viventi: prima Alvin Toffler che con la consorte Heidi ha pubblicato La rivoluzione del benessere. Come avverrà a come cambierà le nostre vite; poi Jeremy Rifkin con il libro La civiltà dell’empatia. La corsa verso la coscienza globale nel mondo in crisi. Il futuro che ci aspetta si misurerà su questi nuovi parametri.
 
(*) Sociologo e scrittore, presidente di Future Concept Lab e ideatore del Festival della Crescita
 
 
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