Roma, 12 febbraio 2018 – L’orrore si ripete e sembra non conoscere fine. Non solo al Sud ma anche a Roma. Un cane bruciato vivo è stato rinvenuto sabato ad Acilia. Un cane che aveva anche un proprietario – che appare estraneo ai fatti – ha sofferto l’inferno per la ferocia di uno o più aguzzini. E Angelo, il cagnolone ammazzato a Sangineto e divenuto il simbolo della violenza contro gli animali, torna a piangere sui poveri resti di un altro quattrozampe sacrificato alla violenza umana.

I resti del cane sono stati individuati in un piccolo anfiteatro di via Molajoli, a ridosso del Parco della Madonnetta ad Acilia,  in una zona della periferia romana compresa tra la Capitale e Ostia. Una zona particolarmente trascurata, come denunciano da tempo i residenti di zona.
Sul posto sono intervenute le guardie zoofile dell’associazione ambientalista “Earth” che hanno recuperato i resti dell’animale perché siano sottoposti ad autopsia e hanno avviato le indagini informando anche le forze dell’ordine. Earth, inoltre, ha anche lanciato un appello perché si facciano avanti i testimoni e aiutino a inchiodare i feroci assassini di questa creatura disgraziata. Chi è in grado di fornire indicazioni utili può scrivere a info@earth-associazione.org. Earth ribadisce l’urgenza e la necessità di collaborare perché un crimine tanto efferato non resti impunito.

Le guardie zoofile di Earth sono state avvisate della presenza del cadavere da un cittadino che, per caso, ha individuato i poveri resti. Si trattava di un cane di taglia media che, con tutta probabilità, è stato bruciato vivo. Le tracce sul terreno raccontano del tentativo vano e disperato dell’animale di spegnere il fuoco rotolandosi sulla terra. Di qui la convinzione che il piccolo fosse vivo quando qualcuno ha appiccato il rogo.

Il corpo era sul primo gradino di un piccolo anfiteatro a ridosso del Parco della Madonnetta, in via Molajoli nel territorio di Acilia. Secondo quanto riferito da  Assuntina Galli, guardia zoofila di Earth che si è recata sul posto del ritrovamento, il cane aveva anche chip. Attraverso questo si è risaliti al proprietario che era ignaro dei fatti e si è mostrato estraneo e particolarmente colpito dalla notizia. Secondo quanto riferito il cane era un meticcio di media taglia di circa dieci anni. Nei suoi confronti, al momento, non è scattato alcun provvedimento.

Alle operazioni, oltre alle Guardie Earth, collabora la polizia di Roma Capitale con il  dirigente generale superiore Simone Claudio Cimmino. Proprio la polizia di Roma Capitale ha proceduto al sequestro dei resti dell’ animale che saranno analizzati per stabilire con certezza la causa del decesso anche se, dalla scena, appare piuttosto chiara.

La vicenda ha fatto il giro dei social dove sono comparse le foto del corpo del cane  bruciato ed è partito il tam tam per cercare di risalire all’autore o agli autori di questa barbarie. Gira a rotella sui social anche l’appello di Earth: “Chi sa qualcosa parli e non si renda complice di questo orrore”.
animali@quotidiano.net

 



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