BRONI (Pavia). Ci hanno scherzato sopra alla federbasket, citando la celeberrima serie televisiva del Dottor House. L’Italbasket femminile, in raduno a Broni per le gare di qualificazione agli Europei con Svezia (domani, ore 15.30, a Boras) e Macedonia (mercoledì, ore 18.30, a Pavia), si è trasformata in una “Dotto House”, la casa delle gemelle Francesca e Caterina Dotto, insieme per la prima volta in Nazionale A. Nonostante la giovane età (24 anni), Francesca è una veterana del gruppo azzurro, mentre Caterina, a parte una fugace apparizione nel 2014, è praticamente al debutto con la rappresentativa maggiore. Oltre alla comune militanza con Fila San Martino e College Italia, le gemelle padovane avevano giocato assieme in precedenza anche con l’Italia Under 20, conquistando l’argento agli Europei giovanili di Samsun (Turchia) nel 2013. Con il nuovo corso del ct Marco Crespi, tornano l’una accanto all’altra. «Vestire la maglia azzurra è di per sé una cosa bellissima» ammette Francesca, «farlo, insieme a tua sorella, è il massimo. Avevamo fatto tutte le giovanili insieme e giocare entrambe con la Nazionale A è qualcosa di unico. Lo sognavamo fin da quando eravamo piccole».

Per Caterina, la gioia è addirittura doppia. «Sono super felice per la convocazione», confessa la gemella in forza all’Umana, «avevo partecipato solo a un raduno con l’Italia maggiore. Speravo in una chiamata da parte del ct. Ho trovato una squadra unita con tanta voglia di far bene. Poter indossare l’azzurro assieme a Francesca è un sogno che finalmente si realizza».

Durante gli allenamenti, le gemelle si sono ritrovate ancora a duellare come sta succedendo in questa stagione di A/1 femminile tra Schio e Venezia. Oltre a essere identiche, condividono lo stesso ruolo. Ma se dovessero scendere in campo nello stesso momento con la Nazionale? Chi gioca come playmaker? «Non sarebbe un problema» rileva Francesca, «ci alterneremmo, un po’ l’una e un po’ l’altra, nel portare palla». Si vede che sono gemelle. Perché Caterina risponde alla stessa maniera: «Possiamo sempre giocare con il doppio play… Fuori dal rettangolo di gioco ci sentiamo e vediamo sempre con Francesca. In campo dobbiamo marcarci, ma le volte

in cui abbiamo avuto addosso gli stessi colori non occorreva dirsi nulla. Capivamo subito se avevamo bisogno l’una dell’altra scambiandoci una semplice pacca sulla spalla». Un piccolo gesto per costruire una nuova casa. Tutta azzurra. La “Dotto House”.

Mattia Rossetto



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