La procura di Torino ha aperto un’indagine, per lesioni colpose, nei confronti dei genitori della bambina di sette anni ricoverata d’urgenza lo scorso 17 ottobre all’ospedale Regina Margherita. I medici pensarono subito al tetano (era cosciente, ma aveva le convulsioni) e la diagnosi è stata poi confermata. La bimba e il fratellino non erano mai stati vaccinati.

Gli inquirenti daranno incarico, secondo quanto riporta il quotidiano La Stampa, a un medico legale per cercare di stabilire se la diagnosi dei medici era esatta e se la bambina avrebbe potuto contrarre il tetano anche se fosse stata vaccinata.

Da chiarire se l’infezione abbia lasciato conseguenze permanenti.

A causare il tetano è un batterio che cresce in assenza di ossigeno. Il Clostridium tetani si trova nell’intestino di molti animali e anche in quello dell’uomo. Le spore possono penetrare nell’organismo umano attraverso ferite. In un caso su dieci è letale. Rientra nella vaccinazione esavalente. con tre dosi, da praticare al terzo, quinto e dodicesimo mese di vita. Due i richiami a 6 e 14 anni e poi raccomandato ogni 10 anni. Oltre che per i bambini l’antitetanica è gratuita per sportivi e categorie professionali a rischio persone cioè che lavorano in ambienti dove è facile si produca la tossina, le stalle equine per esempio.

In Italia, negli ultimi anni, sono stati notificati 50-70 casi l’anno. Fra i bambini però non si vedevano da trent’anni almeno per l’ampia copertura vaccinale partita già negli anni Sessanta. Ce ne è stato uno in Sardegna l’anno scorso prima di quello di Torino.

«Quello del tetano – ha spiegato il virologo Roberto Burioni – è l’unico tra i vaccini per il quale non esiste immunità di gregge. Le spore del tetano possono essere ovunque, nell’intestino di tanti animali e sono praticamente indistruttibili. Se una ferita s’infetta con il batterio che provoca il tetano e la persona non è vaccinata si possono verificare guai molto grossi».

I genitori della bimba avevano chiesto al tempo rispetto della privacy e aveva detto di non far parte del movimento no vax. Non volevano che il loro caso fosse strumentalizzato nella battaglia fra pro e contro vaccini.

«Io e mia moglie – aveva detto il padre – crediamo che sul tema dei vaccini ci sia tanta disinformazione e che ognuno difenda le proprie posizioni, senza però dare risposte chiare ai cittadini. Abbiamo deciso di non vaccinare nostra figlia sette anni fa, quando è nata, non certo sulla scia delle polemiche che si registrano ormai da mesi. Ci siamo informati sugli effetti collaterali e abbiamo fatto le scelte che ritenevamo migliori e giuste».

Quella scelta personale è ora oggetto di indagine, anche se ora i bambini siano stati vaccinati, e la strumentalizzazione, nel pieno della polemica per l’obbligo della vaccinazione per la scuola, ci fu comunque. Partì anche una ricerca del vaccino (scarse in molte zone le scorte) dopo le dichiarazioni dei virologi che ricordavano come la vaccinazione fosse l’unica protezione efficace in questo caso e nemmeno con copertura perpetua.

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«Il vaccino – ha detto ancora Burioni a Vanity Fair – non è un’opinione, i vaccini sono i farmaci più sicuri che abbiamo. Insieme all’acqua potabile hanno salvato più vite umane in questo pianeta, non ha senso temere i vaccini e magari utilizzare altri farmaci che sono molto meno controllati e meno sicuri».

Il problema delle vaccinazioni è globale, non italiano. L’Organizzazione mondiale della sanità calcola che, senza un’adeguata immunizzazione, che potrebbero esserci dai 2 ai 3 milioni di morti ogni anno da difterite, tetano, pertosse e morbillo. Nel 2016 circa l’86% dei bambini di tutto il mondo ha avuto 3 dosi di vaccino contro la difterite-tetano-pertosse.

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