In un momento storico in cui l’empowerment femminile al centro delle cronache, mondane e non, a partire da Hollywood fino all’Europa, le passerelle parigine dell’haute couture restituiscono l’immagine di una donna consapevole del proprio ruolo e del proprio potere (spesso da conquistare, o comunque, da far riconoscere ufficialmente), ma non per questo meno fantasiosa, romantica o sognatrice. N meno sensuale. Una donna capace di farsi incantare dalla bellezza e di incantare gli altri, fasciata in abiti dalle forme delicate o architettonicamente marcate, ricercati nei materiali e ornati da ricami preziosi. Scegliendo, semplicemente, di essere se stessa.


L’haute couture in scena nella Ville Lumire, si aperta lunedi 22 con le sfilate – tra quelle nel calendario ufficiale della Chambre Syndacale de l’haute couture, la Camera della moda francese – di Schiaparelli, Giambattista Valli e Christian Dior, disegnato da Maria Grazia Chiuri. La stilista romana, prima donna nella storia all guida della maison francese, ormai da un anno e mezzo, in questa collezione haute couture ss18 ha sviluppato i temi dell’esoterismo e dell’ipnosi in una collezione complessa sul piano delle forme e, invece, quasi “binaria” su quello delle tonalit.

La maison ha dato seguito al defil, condito di maschere e trasparenze, con un party a tema surrealista al Muse Rodin, al quale hanno partecipato celebrity come Eva Herzigova, Bella Hadid, oltre alle italiane Chiara Ferragni e Bebe Vio.

Protagonistedella giornata di ieri, invece, sono state le sfilate di Armani Priv – con pennellate di colore a impreziosire gli abiti come fossero nuvole colorate nel cielo, e Chanel, che ha mandato in passerella romantiche damine 2.0, vestite di rosa e (anche) di glitter. Oggi tocca a Elie Saab, grande protagonista dei red carpet internazionali con le sue creazioni da favola, ma anche, tra gli altri, a Valentino.


Parigi dunque fa da sfondo a una manifestazione che nel tempo avrebbe avuto tutte le carte in regola per essere superata, schiacciata dal pret–poter e dal fast fashion, fagocitata dalle logiche e dalle velocit di internet, ma non perde affatto appeal. L’alta moda, cucita addosso alle ricche signore in atelier, oggi come negli anni Trenta, incarna tutte le caratteristiche che piacciono alle nuove generazioni: unicit nei contenuti creativi, ricercatezza, originalit, personalizzazione massima.

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