«Ti ho vissuta sempre come un sogno». Così cominciava il lungo saluto, pubblicato su Facebook, di Giuliano Sangiorgi a Dolores O’Riordan, la voce dei Cranberries scomparsa a 46 anni il 15 gennaio, con la quale il frontman dei Negramaro aveva duettato nella canzone Senza fiato undici anni fa. Un post condiviso da quasi 35 mila persone che, racconta Sangiorgi, «ho scritto di getto, appena sceso dall’aereo da Los Angeles, nel tragitto verso casa».

Quando ha sentito Dolores O’Riordan l’ultima volta?
«Nel 2013: volevamo coinvolgerla nella nostra tournée negli stadi, ma lei era impegnata a un disco e non si è fatto niente.

Ma la cosa strana è che proprio tre giorni fa, con gli altri dei Negramaro, eravamo in sala prove e stavamo pensando di chiederle di partecipare a qualche data del nuovo tour negli stadi che faremo in estate, avevamo pure preparato una versione “negramarizzata” di Zombie (hit dei Cranberries del 1994, ndr). Erano anni che aspettavamo l’occasione giusta per offrirle di stare sul palco con noi. Non c’è stato tempo».
Com’è nato Senza fiato, il vostro duetto?
«Quando cantai la canzone per la prima volta, Caterina (Caselli, produttrice dei Negramaro, ndr) tirò fuori il nome di Dolores. Non so se accetterà mai, pensavo».
E invece…
«Tre giorni dopo era già in studio con noi a registrare. Ed è successa una cosa strana e bellissima. Io entro e lei non mi riconosce, poi il suo fidanzato le spiega che sono Giuliano dei Negramaro e lei mi abbraccia e si mette a piangere. Mi dice: “Io sono qui perché l’emozione che mi ha fatto provare questa canzone è enorme, come quando ascoltavo musica da ragazzina”. Non sono più riuscito a parlare».
Secondo il sito Tmz, pare che Dolores soffrisse di anoressia e depressione.
«Ai tempi di Senza fiato era di una magrezza incredibile. E so che la depressione per gli artisti di grande successo è sempre dietro l’angolo. Ma non so nulla della salute di Dolores, con personaggi del genere che vivo come “ultraterreni”, quasi non mi preoccupo di chiedere come stanno».
Qual è l’eredità di Dolores O’Riordan?
«Negli anni Novanta ha cambiato radicalmente il modo di cantare delle artiste donne, così come Tom Yorke lo ha fatto tra gli uomini. Il suo stile era ancestrale, come un suono che arriva da lontano. A me la sua voce ha fatto un effetto incredibile da subito. Gli unici altri che mi hanno fatto provare una sensazione simile sono stati Jim Morrison, Frank Sinatra, Radiohead, Luigi Tenco e Lucio Dalla».
Non vi siete tenuti in contatto.
«No, ma ci mandavamo i saluti attraverso conoscenze comuni. Mi dispiace per com’è andata, per me lei era una leggenda vivente, ma avrei dovuto mandare a quel paese il timore reverenziale che avevo nei suoi confronti, accorciare le distanze. È il mio rimpianto. In ogni caso ho conosciuto una ragazza che mi ha dato l’anima, non un duetto. Basta ascoltare la canzone e si sente: ha dato tutta se stessa in quei pochi minuti».

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