Corea, scoppia il caso hockey: il Sud dice no al Nord. “Le atlete sono più scarse delle nostre”

[widget id=”text-16″]

ROMA – Un caso improvviso alimenta la polemica tra Corea del Sud e Corea del Nord a pochi giorni dai Giochi Invernali. Il commissario tecnico della nazionale femminile sudcoreana non intende accogliere a braccia aperte le rappresentanti del Nord: Sarah Murray è convinta che partecipare con una squadra comune ai Giochi Olimpici di Pyeongchang sarebbe un danno a livello qualitativo.

“Le nostre giocatrici hanno guadagnato la loro occasione e credo meritino di andare alle Olimpiadi. Il talento delle ragazze del Nord non è sufficiente per fare la differenza”, ha dichiarato Murray. Un attacco inatteso, condiviso nei concetti dal ministro dello Sport Do Jong-Hwan e dal Premier Lee Nak-Yon. Le atlete da portare ai Giochi sarebbero non più di 23: facendo confluire nella rosa anche le giocatrici della Corea del Nord, Murray dovrebbe rinunciare ad alcune delle sue colonne. La proposta del team congiunto, resa pubblica venerdì scorso, dovrebbe essere nuovamente valutata nell’incontro pianificato dalle due parti.

“Aggiungere qualcuno a un passo dai Giochi è un pericolo per la chimica del team – ha aggiunto Sarah Murray – perché le mie ragazze sono state insieme per tanto tempo. Non ho nulla contro Nord e Sud insieme attraverso lo sport, è una grande storia, ma avrei preferito che fosse accaduto prima”. Nel match tra le due Coree ai campionati del mondo, che si è svolto ad aprile, non c’è stata storia, con un netto 3-0 per le atlete del Sud, che hanno ottenuto la qualificazione ai Giochi in quanto paese ospitante.

[widget id=”text-17″]

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *