Si chiama Miya Thirlby, ha sedici anni e vive con i genitori a Plymouth, a sud ovest dell’Inghilterra. Soffre di epilessia, è disabile e l’unico modo con cui riesce a comunicare col mondo esterno è attraverso un computer che la aiuta a parlare. Un computer lasciato incustodito nella macchina del papà e che è stato rubato nella giornata di ieri, costringendo i genitori a lanciare un appello sui social affinché qualcuno li aiuti a ritrovarlo.

«Potreste ritwittare questa foto: hanno rubato la macchina che consente a mia figlia di parlare.

È l’unico modo con cui comunica con noi. È molto costosa e non può essere facilmente ricomprata. La mia povera ragazza non può più parlare con noi», scrive Bobby, papà di Miya. Un appello che ha coinvolto diversi volti noti dello spettacolo e dello sport come Andy Murray e Paul Cascoigne e che è subito diventato virale, in Gran Bretagna e in Europa.

L’appello della famiglia Thirlby ha portato a quasi 100mila condivisioni e alla creazione di una pagina per raccogliere i fondi necessari per ricomprare l’apparecchio di cui Miya si serve per parlare con i suoi cari. 6mila sono le sterline finora raccolte dagli utenti, fondi che la famiglia utilizzerà per acquistare un nuovo Accent 1400, il supporto che, grazie al movimento degli occhi, riesce a generare un discorso esattamente come i puntatori oculari per i malati di Sla.

 





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