«In bocca al lupo, Paola», «Buon lavoro», «Spacca tutto». Inizia così la terza edizione di Superbrain, con gli addetti ai lavori che augurano buona fortuna a Paola Perego, padrona di casa dello show fin dal 2012, quando debuttò per la prima volta su Raiuno. Il pubblico l’applaude e lei rimane lì, in piedi, con le mani dietro la schiena. Sorride, ma è di una compostezza invidiabile. Va avanti come un treno, presenta gli ospiti e i concorrenti e, fra una standing ovation e un’altra, si limita a dire solo un timido «grazie».

Nessun cenno al burrascoso addio alla Rai, ai dieci mesi che l’hanno costretta lontano dal video e alla chiusura di Parliamone Sabato, il programma pomeridiano che conduceva sulla prima rete da due anni. È arrivato il momento di guardare avanti, di dimostrare al pubblico che ciò che non uccide rende più forti e di ripartire lì dove tutto era cominciato: su Raiuno, in diretta e in prima serata. È emozionata Paola, forse più di quanto non riesca a dimostrare. Ma il professionismo passa anche dalle piccole cose, come la volontà di lasciarsi il passato alle spalle e non fare il benché minimo cenno a ciò che l’ha colpita nel profondo, in una crisi emotiva che rischiava di nuocere al suo lavoro per sempre.

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A intervenire e a darle un caloroso benvenuto sono i giurati di questa prima puntata: la «diva delle dive» Valeria Marini che l’abbraccia calorosamente; il giornalista Francesco Giorgino che le dice «bentornata» e il mattatore Paolo Bonolis che provoca il pubblico con un bel «anche voi pensavate che l’avremmo rivista solo in diretta da Guantanamo dopo quello che è successo?». Paola non si scompone e, superata la strizza iniziale, prende confidenza e guida un programma ben confezionato, impreziosito da una regia sapiente e, soprattutto, da «supermenti» davvero singolari. Dalla vista acutissima di Federico alla piccola Tess che riconosce la razza di un cane senza vederlo; dai calcoli matematici che Amos incasella nella sua testa a Matteo che ricorda intere sequenze di numeri in tempi straordinari. Una formula fresca e piacevole che Paola Perego plasma a sua immagine e somiglianza, con quel sorriso che, finalmente, si staglia radioso sul suo volto.

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