La moda maschile, almeno nelle alte sfere del classico formale – sempre che una simile definizione abbia ancora senso di questi tempi di esistenza liquida – si muove a velocit rallentata rispetto a quella femminile. Eppure indubbio che le esigenze stiano cambiando, e che anche coloro che prediligono un certo aplomb alla sregolatezza dello streetstyle – si tratta di demografie ormai identificate dall’attitudine, non dall’et – si dirigano verso soluzioni meno impettite, pi rilassate.

Alessandro Sartori stato uno dei primi a captare questo slittamento in corso, intercettandolo all’interno di una azienda e di un marchio per definizione classici come Ermenegildo Zegna. Informalit elegante stato il suo motto da che si insediato ormai un anno fa alla direzione artistica della maison. Ermenegildo Zegna Couture, la linea ammiraglia che esprime al meglio e glorifica tutti i valori italiani di Zegna – cura della materia, artigianalit della fattura, ricerca di atemporalit – il territorio eletto della sua sperimentazione, e la collezione presentata ieri sera all’universit Bocconi in un set innevato realizzato con l’artista Thomas Fletchner in apertura della Milano Fashion Week – poco pi di un weekend, a dire il vero, a causa del massiccio esodo di marchi dovuto all’accorpamento degli show uomo e donna – ne stata una perfetta iterazione.

Lavorando sull’innesto di indoors e outdoors, di tailoring e sport, Sartori ha dimostrato ancora una volta con la precisione che gli propria come si possa essere eleganti, oggi, anche indossando un bluson coordinato a pantaloni dall’orlo regolabile. la mia idea del suit contemporaneo – spiega nel corso di una preview -. Stiamo assistendo a un ribaltamento totale del modo in cui gli uomini vivono lo stile. Siamo tutti pi dinamici e pragmatici, ma questo non vuol dire che l’attenzione al dettaglio tipica della couture debba andare persa. Anzi, il contrario. A tal proposito Sartori usa una interessante locuzione per definire il lavoro che sta conducendo sulle forme: neologismo sartoriale. Sono in effetti nuove specie di abito quelle che immagina: marsine con la cintura come una field jacket; abiti di lana alpaca protettivi come cappotti, ma leggerissimi; camicie over da indossare come coperture.

Visto che Zegna anche un lanificio, ovvero consente ad un creatore di sviluppare in casa i propri tessuti, la ricerca di Sartori sempre, congiuntamente, di materia. Notevole, questa stagione, l’Oasi Cashmere doubleface, realizzato in nuance accese con tinture totalmente vegetali: una novit assoluta che coniuga il gusto del colore ai principi etici dell’Oasi Zegna. Quel che conta in una collezione cos, per, il look: incisivo e dinamico, fatto di cappotti fluidi, pantaloni tecnici, stivali da montagna. Con la cravatta dal doppio nodo, perch un pizzico di formalit resiste.

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