Nessuno – ma proprio nessuno – passato indenne dalla crisi innescata nel 2008 dal crac di Lehman Brothers. O meglio: c’ chi ha speculato o stato a guardare, ma ogni attivit produttiva, anche la pi sana e strutturata, ha subito le conseguenze dal clima economico e finanziario negativo che ha investito l’intero pianeta. Premessa doverosa ora che in molti parlano di ripresa e che, in particolare nel tessile-moda, si sono risvegliati mercati strategici per il made in Italy come Russia, Cina e Germania. Premessa necessaria anche per parlare di Canali, storica azienda specializzata in abbigliamento sartoriale maschile che, dopo un 2017 difficile, guarda al 2018 con cauto ottimismo e annuncia importanti novit, confermando la volont ci continuare a produrre tutto in Italia.

Abbiamo chiuso l’anno con un fatturato stabile rispetto al 2016 di 216 milioni, per il 2018 ci aspettiamo di tornare a crescere e, per prudenza, dico a una cifra – ha spiegato ieri Stefano Canali nella sede di Porta Nuova, uno dei quartieri-simbolo della rinascita milanese –. Domani (oggi per chi legge) presentiamo la collezione autunno-inverno 18-19, ma in giugno potremo mostrare il lavoro di Hyun Wook Lee, che da poche settimane il designer di Canali, una figura che non avevamo mai avuto in azienda e che ci aiuter a diventare, nel solco della tradizione, pi contemporanei.

Lo stilista nato in Corea del Sud nel 1973, ma un veterano del made in Italy: in Italia dalla fine degli anni 90 e ha lavorato per Ferr, Versace, Zegna e Berluti. Mi sono bastati pochi giorni per capire che la qualit che ispira Canali di un livello persino pi alto di quanto credessi. Il mio obiettivo? Portarla, anche come percezione, dal segmento formale alle linee pi sportive e agli accessori.

In attesa della prima prova di Hyun Wook Lee, Stefano Canali anticipa il progetto licenze: Alla fiera Mido di febbraio debutteranno gli occhiali, in licenza a L’Amy. E tra un anno e mezzo l’e-commerce, partito nel 2015 e fin dall’inizio gestito internamente, verr esteso a tutto il mondo. Uno sviluppo parallelo, non alternativo, a quello dei negozi fisici, che nel 2018 e oltre continueremo ad aprire in Cina, Stati Uniti, Emirati Arabi, con novit importanti in Ucraina e Vietnam.

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