A vent’anni Camila Cabello vanta già due fan come Barak Obama ed Elton John. Domani esce “Camila”, il primo album della sua carriera, ma la giovanissima cubana, che tra l’altro è testimonial di un marchio di moda e di un gigante della cosmetica, arriva a questo debutto sull’onda del clamoroso successo mondiale di “Havana”, il singolo, tanto per cambiare prodotto da Pharrell Williams, in Italia da due settimane al secondo posto dell’airplay radiofonico ma che conta seicento milioni di stream totali su Spotify.

Camila è nata a Cuba, con un papà messicano. A cinque anni di è trasferita a Miami. Si è fatta strada presto nel mondo della musica grazie a “X Factor” Usa dove, grazie a un’intuizione del deus ex machina del programma Simon Cowell, è entrata nelle “Fifth Armony” con le quali, in tre anni di tournée e due album, è entrata in diretta sintonia con il pubblico della sua generazione. La presenza sui social, singoli fortunati come quelli realizzati con Shawn Mendes o con il rapper Machine Gun Kelly, le collaborazioni con super star tipo Major Lazer o Bruno Mars (ha aperto l’anno scorso il 24k Magic World Tour) non hanno fatto che confermare il suo status, certifcato da “Time” di “una tra le 25 teen ager più influenti di questi anni”. La Cabello ha definito il suo prima album “la colonna sonora del mio anno passato”: inutile dire che i suoi post, su Instagram e Twitter, in cui annunciava il suo debutto solista, hanno generato diluvi di like e trend topic.

Oltre alla super hit “Havana”, evidente omaggio alle sue origini, “Camila” contiene il nuovo singolo Never Be The Same, un abile esempio di pop generazionale che in fondo riassume bene l’atmosfera dell’album: suoni curati, studiati al millesimo secondo i gusti del pubblico dei nati nel 21mo secolo, qualche venatura latin ed r&b, i giusti accenni di hip hop, ritmiche reggaeton ma senza spigoli, la voce duttile di una ragazza che sembra avere nel destino la vita e la carriera della pop star rassicurante. Nessun elemento spiazzante, casomai, ma anche questo è molto generazionale, una virata romantica nella seconda parte dell’album, con quelle canzoni fatte su misura per essere cantate in coro ai concerti con i telefonini accesi da un pubblico con cui Camila è connessa quotidianamente attraverso i social e che si aspetta di ascoltare esattamente la musica di questo album.

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