Anche in Italia potremo tutti nuotare con i delfini nelle piscine dei parchi zoologici. Lo stabilisce un decreto appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale approvato dal ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Maurizio Martina, che specifica che il bagno con i cetacei «sarà consentito per attività di educazione e sensibilizzazione del pubblico in materia di conservazione della biodiversità».

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LE PROTESTE
Di fatto è un passo indietro del Governo rispetto a un suo stesso provvedimento, una delle norme per la tutela dei delfini in cattività tra le più complete in Europa: era stato proprio il ministro Galletti a ribadire il divieto assoluto di nuoto con i cetacei nei parchi due anni fa. Parte da qui la protesta degli animalisti: «Il decreto – ha fatto sapere la Lav in una nota – ha mutilato questa legge. Inoltre va contro le evidenze scientifiche a sostegno del divieto di nuoto con i delfini in cattività da parte del pubblico» .

«Il delfino – ci spiega anche Isabella Pratesi, Direttore Conservazione WWF Italia – è un animale molto intelligente, che ha bisogno di grandi spazi, interazione libera con i suoi simili, e soffre nell’essere rinchiuso. Ecco perché noi siamo contrari in generale ai delfinari, e ancor di più riteniamo che consentire a un pubblico generico e inesperto di avvicinarsi a loro possa creare stress, e metterne a rischio la salute: non è educativo, né per l’uomo né per il delfino. Per scopi educativi i delfini, così come gli altri animali, vanno apprezzati nei loro contesti naturali, nelle aree protette, facendo in modo che siano loro a decidere se avvicinarsi a noi, e non il contrario: è questo il tipo di educazione da stimolare, ed è chiaro che questo provvedimento darà il via a speculazioni».

LE SPECULAZIONI
Secondo la Lega Antivivisezione, infatti, «quella che all’apparenza sembrerebbe una forma di educazione del pubblico, nasconde dei preoccupanti interessi commerciali a favore dei delfinari». Un punto su cui insiste anche la presidente del Movimento animalista Vittoria Brambilla definendo il provvedimento un «regalo enorme ai delfinari» perché «si dà via libera ad un “servizio” che sarà offerto a pagamento».

PERCHÉ?
Dalla sua per ora il ministro ha giustificato il reintegro spiegando in una nota anzitutto che in questo modo l’Italia si uniforma a una direttiva comunitaria, che la specie sarà tutelata perché il divieto di nuoto per scopo ludico a fianco dei delfini sarà sempre vietato, e che ogni singolo progetto di educazione ambientale per il quale sarà permesso sarà analizzato da ciascuno dei tre ministeri coinvolti. Ma c’è da scommettere che questo è solo l’inizio di una nuova battaglia per i diritti degli animali.

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