Petanque, ecco l’Italia di c.t. Capaccioni “Fare

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Dopo aver varato il campionato di serie A maschile e femminile con la disputa delle prime due giornate, anche la petanque si ferma e ci consente di tirare le somme di una stagione sotto molti aspetti diversa e ricca di novit, a cominciare dal neo nominato commissario tecnico delle nazionali senior, Riccardo Capaccioni. E’ con lui, quarantenne ventimigliese, eclettico interprete sul campo sia nel volo che nella petanque, che ci intratteniamo su presente e futuro delle piccole bocce.

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Riccardo Capaccioni, 42 anni., c.t. delle nazionali senior  Petanque,

Riccardo Capaccioni, 42 anni., c.t. delle nazionali senior Petanque,

Parliamo subito dell’esperienza personale con il team azzurro.


“Direi che si trattato di una esperienza unica. Dai World Games di Wroclaw in Polonia, dove abbiamo conquistato una medaglia d’oro a coppie e un bronzo nel tiro di precisione, agli Europei di Saint Pierre les Elbeuf con l’argento dei maschi, il bronzo di Rizzi nella precisione e quello delle donne. Ovviamente io parlo dei senior. E infine ai mondiali cinesi con lo storico bronzo delle donne. Risultati oltremodo soddisfacenti, tra l’altro frutto di poco lavoro perch abbiamo fatto in tempo a consumare due soli stage ufficiali”.

Su queste basi si pu lavorare in prospettiva futura ?

“Nel settore maschile siamo fortunati ad avere un Diego Rizzi, uno dei migliori bocciatori al mondo, in grado di riservarci un posto di rilievo nell’elite del petanquismo. Lui un punto di riferimento. Ora occorre lavorare per creare il contorno adeguato, perch attualmente possiamo contare su quattro, cinque elementi. Ci sono altri forti giocatori, ma necessario plasmarne le capacit tecniche, influendo sulla testa, sulla mentalit, sulla cultura dello sport. Per il femminile invece il discorso pi complicato non essendoci mai stata una scuola , una programmazione adeguata; ci si sempre affidati alle capacit singole. Con i maschi c’ anche una conoscenza diretta sui campi, e quindi pi facile il dialogo, la comprensione, mentre con le donne diverso. In nazionale mi hanno accolto a braccia aperte, cogliendo al volo il mio modo di approcciare la gara. E’ indispensabile formare un gruppo. L’attivit di quest’anno con l’elite di A1 favorir il processo”.

A proposito di stage, gi stata programmata la prossima stagione?

“Ho appena stilato un calendario, in attesa di ufficializzazione, che prevede quattro stage a partire da marzo, aprile, a fronte degli impegni internazionali. In programma ci sono i Giochi del Mediterraneo a giugno, a Tarragona; il mondiale maschile e di tiro a settembre in Canada; sempre a settembre l’Europeo maschile e femminile; l’Europeo individuale, penso a Savigliano, a ottobre. Inoltre siamo invitati a quattro, cinque gare internazionali, in Francia e Spagna”.

Un pensiero sulla nuova formula tecnica adottata quest’anno nei campionati.

“Quando stata decisa io facevo parte della commissione tecnica e mi sono battuto affinch venisse adeguata a quella della Coppa Europa. Comunque ritengo fosse necessaria una svolta, un cambiamento. Chi fa crescere il livello tecnico dei giocatori sono le partite individuali. Ci che invece modificherei sono i punti assegnati alle terne, troppi, perch trovo assurdo che vincendo quattro partite individuali abbia un punteggio inferiore rispetto a due vittorie a terne. Diamo due punti a tutte. Altra cosa metterei dopo le individuali le tre coppie e in fondo le due terne, con obbligo di giocare tutte le prove anche a punteggio acquisito. E infine giochiamo il campionato all’aperto, da marzo in poi. Miglioreremmo sicuramente il livello”.

 

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