i dati di una recente ricerca

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Il gruppo di ricerca fluIDsex (Greta Riboli, Irene Gargano, Mattia Nese, Lorena Lo Bianco e Valentina Orlandi) negli scorsi mesi ha lanciato una survey per indagare le abitudini sessuali e affettive di un gruppo di giovani studenti, frequentanti università del nord Italia. In questo articolo verrà presentata una prima parte dei risultati ottenuti.

 

Messaggio pubblicitario I soggetti che hanno risposto alla survey sono stati 440, di cui 274 persone di genere femminile e 166 di genere maschile; 125 persone omosessuali e 315 persone eterosessuali.

L’età dei soggetti è tra i 19 ed i 25 anni (media 22,14 e deviazione standard 3,2).

Nella maggior parte delle risposte agli item del questionario non si sono verificate differenze significative nel gruppo femminile rispetto a quello maschile e nel gruppo eterosessuale rispetto a quello omosessuale. I risultati generali rispecchiavano l’andamento dei risultati specifici delle sottocategorie di genere e di orientamento. Questo può essere dovuto al fatto che i soggetti che hanno compilato la survey vivono in ambienti in cui vi è o ci si avvicina ad una parità tra i generi: come hanno rilevato Peterson e Hyde (2011), quando vi è discrepanza tra i generi i comportamenti ed i pensieri legati alla sessualità di uomini e donne si differenziano molto, invece quando vi è parità le differenze si assottigliano.

Nel presente articolo verranno riportati unicamente i risultati maggiormente significativi ed i punteggi estremi emersi.

Aspetti che prescindono dal genere e dall’orientamento sessuale

Sesso, affetto e relazioni

Per il 73,3% del nostro gruppo di giovani l’attrazione sessuale è un requisito fondamentale per avviare una relazione ed il 70,4% di essi preferisce e non ha difficoltà ad avere un partner sessuale stabile piuttosto che imbattersi in relazioni sessuali con partner differenti.

In tema di “avere occhi solo per il proprio partner”, in egual misura c’è chi trova impossibile provare attrazione per qualcun altro oltre al proprio partner, chi ritiene che dipenda dalle persone coinvolte e chi spesso prova attrazione per qualcuno al di fuori della propria relazione. Da quanto emerso sembrano esserci delle persone più propense all’interesse verso altri mentre si è impegnati in una relazione monogama con qualcuno e di conseguenza più propensi al tradimento e ciò può essere dovuto al fatto che l’infedeltà sembra dipendere da un’influenza genetica (Garcia et al., 2010).

Gli amici di letto sono coloro che hanno relazioni sessuali, senza che vi sia un rapporto sentimentale di coppia tra loro. Questi rapporti sono contraddistinti da assenza di gelosia, flessibilità e spensieratezza, e per questi motivi sono difficili da mantenere (Bisson et Levine, 2009). Anche nel nostro studio è emerso che la maggior parte dei giovani, il 65,1%, ha difficoltà nel mantenere una relazione puramente sessuale, senza sfociare nel coinvolgimento affettivo.

Masturbazione e mind wandering

Il 63,3% dei ragazzi che ha partecipato allo studio, a prescindere dal genere e dall’orientamento sessuale, dichiara di masturbarsi regolarmente. E solo il 10% distribuito regolarmente per genere e orientamento dichiara di non farlo mai.

Allo stesso modo alla maggior parte dei giovani (75,3%) capita di fantasticare sul sesso regolarmente, mentre solo il 3% dichiara di farlo raramente.

Orgasmo

Anche in questo caso i punteggi riportati sono generali, ed estremi, in quanto gli andamenti delle risposte sono risultate omogenee nei rispondenti a prescindere dal genere e dall’orientamento sessuale.

Messaggio pubblicitario Il fatto che non siano emerse differenze porta ad una novità nel comune pensare, in quanto, conseguentemente ad un’anatomia e da una funzionalità differente, l’orgasmo e la soddisfazione sessuale si è soliti ritenere che vengano vissuti in modo differente da maschi e femmine. Il 39,2% riconosce il raggiungimento dell’orgasmo come componente essenziale dell’appagamento sessuale, mentre il 49,5% non riconosce l’orgasmo come componente essenziale dell’appagamento sessuale. Eppure, quasi tutti i partecipanti allo studio (il 97,5%) riportano di sentirsi soddisfatti quando il proprio partner ha raggiunto l’orgasmo.

Quanto emerso (ovvero che la quasi totalità del gruppo dei giovani universitari del nord Italia dichiara di sentirsi appagato quando il partner ha raggiunto l’orgasmo, ma che solo il 39,2% riconosce il raggiungimento dell’orgasmo come parte essenziale del proprio soddisfacimento sessuale) può essere colto in funzione di una sorta di forma raffinata e più complessa di potere sull’altro, per la quale il benessere altrui dipende dal soggetto e la soddisfazione altrui diventa più gratificante della propria.

Fino ad oggi, un aspetto simile, è stato per lo più ritenuto prettamente femminile. La donna per andare incontro ai bisogni sessuali del partner maschile, anche in assenza di desiderio proprio, accettava il rapporto sessuale, per amore ed in cambio di un ruolo preciso, nel quale sentirsi forse anche desiderata (aspetto probabilmente più importante del desiderare stesso). Eppure nei nostri risultati non vi è differenza tra donne e uomini, entrambi sembrano esser per lo più appagati dal raggiungimento dell’orgasmo da parte del partner, in confronto al proprio. Inoltre mentre il 53,3% dei soggetti ritiene importante raggiungere l’orgasmo durante un rapporto sessuale con la persona con cui si ha una relazione stabile, solamente un 38,9% lo ritiene altrettanto importante nel caso in cui il rapporto sessuale in oggetto sia occasionale.

Imm. 1 – Quanto è ritenuto importante l’orgasmo nei rapporti con un partner stabile

Abitudini sessuali e affettive nei giovani adulti i dati di una recente ricerca - IMM2

Imm. 2 – Quanto è ritenuto importante l’orgasmo nei rapporti con un partner occasionale

Un primo dato interessante sta nell’assenza di differenza tra gruppo maschile e gruppo femminile nei comportamenti relativi al sesso occasionale. Fa parte del senso comune considerare il sesso occasionale come un interesse più circoscritto al genere maschile. A questa tendenza è sempre stata data una motivazione di tipo ormonale: è il testosterone a guidare gli uomini nella ricerca del sesso occasionale. Invece, diversi studi, tra cui quelli condotti da una ricercatrice australiana (Fine, 2017), hanno evidenziato come la preferenza maschile per il sesso occasionale sia legata a motivazioni sociali: a prescindere dal genere, le persone possono essere ugualmente attratte dal sesso occasionale, ma le donne collegano il sesso occasionale a maggiori rischi, tra cui quello di essere violentate. Qualche anno prima, invece, un gruppo di ricerca Norvegese (Grøntvedt & Kennair, 2013), aveva già precisato che non è affatto una questione culturale, quanto i postumi di un rapporto occasionale: le donne, nella maggior parte dei casi, si pentono del rapporto sessuale, mentre gli uomini no.

Nel dettaglio, per approfondire meglio le motivazioni che risiedono dietro la differenza di importanza del raggiungimento dell’orgasmo in un rapporto stabile piuttosto che in uno occasionale, sarebbe interessante indagare cosa un rapporto sessuale con un partner stabile e cosa un rapporto sessuale con un partner occasionale rappresentano per la popolazione.

Chemsex

Per quanto riguarda il chemsex, argomento da noi già affrontato in un precedente articolo, le risposte dei giovani universitari sono chiare: l’83% non fa mai uso di sostanze psicotrope durante rapporti sessuali. E solamente l’1% dichiara di aderire al chemsex, ovvero al sesso sotto l’effetto di droghe e di utilizzarle come unica modalità per avere rapporti sessuali. A differenza dei dati riscontrati precedentemente, nel gruppo studiato non vi è differenza tra sotto-gruppo omosessuale e sotto-gruppo eterosessuale.

Futuri sviluppi

Da questi dati emergono una serie di abitudini e comportamenti più o meno diffusi. Considerando il gruppo specifico (giovani studenti universitari del nord Italia) come non esemplificativo di tutti i giovani adulti, lo studio potrà procedere verso una maggiore generalizzazione dei risultati.

Nella maggior parte dei casi le differenze non sembrano dipendere tanto dalle variabili di genere e/o orientamento sessuale, per questo motivo in successivi studi si tenderà a voler riconfermare lo stesso andamento, oltre ad esplorare gli andamenti di variabili legate all’istruzione e alla città di origine e residenza.

Sarà inoltre possibile sottoporre a dimostrazione scientifica alcune ipotesi emerse in base alle abitudini riscontrate attraverso la survey.

 


 

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La rubrica fluIDsex è un progetto della Sigmund Freud University Milano.

Sigmund Freud University Milano

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Bibliografia

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