Se, per gli sport estivi, la fine dell’anno rappresenta il momento dei bilanci, per il pattinaggio di figura questa occasione rappresenta la fine della prima parte della stagione, quella caratterizzata soprattutto dal Grand Prix e dallo svolgimento della rassegna nazionale. Vediamo, dunque, quali sono le dinamiche attuali del movimento italiano, in attesa dei grandi appuntamenti che seguiranno: nell’ordine, Campionati Europei, Giochi Olimpici e Campionati Mondiali.

Come siamo oramai abituati a ripetere, il pattinaggio azzurro può avvalersi di due colonne portanti: parliamo naturalmente di Carolina Kostner e della coppia di danza composta da Anna Cappellini e Luca Lanotte. Sia l’altoatesina che i lombardi hanno raggiunto il primo obiettivo stagionale, quello della qualificazione alle Finali del Grand Prix, confermandosi dunque nell’élite mondiale delle rispettive discipline. Percorso parallelo anche nella rassegna nazionale di Milano, dove Carolina ha fatto centro per la nona volta, mentre Anna e Luca si sono imposti per la settima edizione di fila. In ottica olimpica, tuttavia, è Kostner ad essere meglio piazzata per una medaglia, visto il grande equilibrio osservato nella prima parte della stagione agonistica nel settore femminile, ad eccezione della russa Evgenia Medvedeva. Al contrario, nella danza le gerarchie sembrano al momento difficili da scalfire, anche se la coppia azzurra si è imposta decisamente come la numero due d’Europa, alle spalle dei francesi Gabriella Papadakis e Guillaume Cizeron.

Tra le conferme anche la seconda coppia di danza, quella composta da Charlène Guignard e Marco Fabbri, così come le due coppie d’artistico Nicole Della Monica / Matteo Guarise e Valentina Marchei / Ondřej Hotárek, tutti atleti che disputeranno le Olimpiadi per la seconda volta, tranne Nicole, già alla terza edizione, mentre per Valentina sarà la prima in coppia, dopo l’ottimo undicesimo posto individuale di Sochi 2014.

A proposito di individuale femminile, la ventenne torinese Giada Russo sarà una delle novità della squadra olimpica azzurra, grazie al suo secondo posto nella rassegna nazionale. Campionessa italiana in due occasioni, nel periodo di stop per Carolina Kostner, Russo si è sicuramente meritata questa opportunità, ma allo stesso tempo ci preme ricordare la sfortuna di Roberta Rodeghiero, alle prese con problemi fisici che non le hanno permesso neppure di iniziare la stagione: una vera sventura per colei che era stata la numero due azzurra l’anno scorso, e che sperava a sua volta di disputare i suoi primi Giochi Olimpici.

Infine, il settore maschile, quello dove al momento sembra esserci maggior fermento. Matteo Rizzo si è infatti imposto come nuovo numero uno italiano, andando prima a conquistare in prima persona il pass olimpico al Nebelhorn Trophy di Oberstdorf e conquistando poi il titolo nazionale ai danni del pluricampione uscente Ivan Righini. Certo, l’italo-russo non ha vissuto la sua miglior stagione, anche lui alle prese con gli infortuni, ma Rizzo ha dimostrato quest’anno di aver compiuto grandi miglioramenti, meritandosi dunque il posto a Pyeongchang. Non può essere taciuta neppure la parabola ascendente del giovanissimo Daniel Grassl, classe 2002, oramai una certezza non solo da junior, ma anche tra i “grandi”. Con Rizzo e Grassl, il pattinaggio azzurro sembra dunque essere tornato a sfornare talenti anche nel settore maschile, che per anni è stato il più carente, tanto da doversi avvalere degli innesti di diversi atleti formati all’estero.

giulio.chinappi@oasport.it

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Immagine: Valerio Origo





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