tra le donne l’Italia continua a fare fatica, serve una svolta immediata in vista delle Olimpiadi – OA Sport

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Segnatevi questa data: 6 febbraio 2011. 2534 giorni fa. L’ultima vittoria italiana nello Sci di Fondo femminile. Magda Genuin, Arianna Follis, Marianna Longa e Silva Rupil si aggiudicarono la staffetta 4x5km di Rybinsk in Russia e, come detto, regalarono l’ultima gioia per i nostri colori con gli sci stretti. Un digiuno davvero impressionante, che viene reso ancor più grave se si pensa che, invece, l’ultimo successo singolo porta sempre la firma di Arianna Follis, ma per trovarlo bisogna tornare al 4 dicembre 2010, 2567 giorni fa, in occasione della prova sprint di Dusseldorf in Germania. 

Quanto sono lontani i fasti dei tempi di Stefania Belmondo e Manuela Di Centa, quando lo sci di fondo azzurro al femminile dettava legge in giro per il mondo a suon di medaglie olimpiche e iridate. Il movimento, a parte qualche sprazzo, non ha saputo rialzarsi da quei momenti e, dopo anni di alti e bassi, negli ultimi tempi si può assolutamente dire che le gioie sono davvero poche. Anche in questa Coppa del Mondo 2017/18 le nostre atlete stanno decisamente marcando visita. Si sapeva che la pattuglia non avrebbe potuto fare grandissime cose, ma ormai si può dire che manchi anche il minimo sindacale.

Tra gli uomini, dove a loro volta le cose non vanno particolarmente bene, la nostra ancora di salvezza si chiama Federico Pellegrino, ma nel “gentil sesso” non abbiamo nemmeno questo appiglio al quale stringerci. Non abbiamo a disposizione punte di diamante o fuoriclasse e, di conseguenza, le posizioni importanti sia in ottica iridata che olimpica, sono lontane anni luce. I numeri, come spesso capita, non mentono. Al momento, infatti, solamente due nostre rappresentanti sono state in grado di centrare punti in classifica generale ma, ad ogni modo, distanti dalle posizioni importanti. La prima italiana è Lucia Scardoni, solamente cinquantaduesima con 12 punti conquistati nella prova sprint di Lillehammer, mentre la seconda è Greta Laurent che, con il punticino conquistato nella stessa prova norvegese, occupa l’ultima posizione della graduatoria. Scardoni, classe 1991, e Laurent, classe 1992, sono in quel momento della carriera nel quale si deve capire di che pasta si è fatti. Se si può puntare al salto di qualità e mirare in alto, o rimanere in una morbida via di mezzo.

Chi, invece, sta deludendo le attese è sicuramente Ilaria Debertolis che, addirittura, non è ancora stata in grado di conquistare un punto in questa Coppa del Mondo. A 28 anni compiuti, l’atleta nata a San Candido, doveva dimostrare di poter trascinare la squadra azzurra. Per il momento la missione è assolutamente incompiuta e la sua annata rischia di diventare davvero negativa. Per tutte le altre, poi, non possiamo che parlare di apparizioni o comparsate. Da Caterina Ganz, a Giulia Stuerz, da Elisa Brocard a Sara Pellegrini queste atlete cercano un posto al sole e continuità nel campionato del mondo. Oggettivamente non possiamo attenderci più di tanto, ma è il movimento nel suo complesso che latita.

Ci stiamo avvicinando ad ampi passi alle Olimpiadi di PyeongChang con la consapevolezza che il sogno di una medaglia, con grande probabilità, rimarrà tale. Quando in Coppa del Mondo non arriva nemmeno un piazzamento nei primi quindici non è pensabile un salto di qualità simile. Sognare non costa nulla, ma la pattuglia femminile dello Sci di Fondo dovrebbe davvero compiere qualcosa di enorme. A noi non rimane che tifare e incrociare le dita..

 

 

 

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alessandro.passanti@oasport.it

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Foto: Pier Colombo



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