Truccata per le feste! – IVG.it



“Stile Savonese” è la rubrica di moda, bellezza e lifestyle di IVG, a cura di Maria Gramaglia

Il make up è sempre stata una delle mie passioni.

Mia mamma non si è mai truccata e, quando ero piccola, guardavo le donne che invece facevano uso di ombretti e rossetti con grandissima ammirazione. Erano gli anni 70 e ammiravo quegli occhi marcati con ombretti azzurri e ciglia finte con tanta voglia di replicarli sul mio piccolo viso di bambina.

Avevo circa cinque anni quando, non trovando nessuna traccia di prodotti per il make up in casa, decisi di utilizzare i colori che avevo a disposizione: i pennarelli. Così cominciai con l’azzurro sugli occhi, il rosso sulla bocca e … lascio alla vostra immaginazione la reazione di mia mamma quando scoprì come mi ero ridotta il viso!

Per anni ho dovuto rassegnarmi e rinunciare, per poi iniziare a truccare gli occhi più o meno all’età di 18 anni.

Credo che l’istinto di abbellirci sia innato, insito nel nostro essere donna.

Già le nostre antenate facevano uso di cosmetici (dal greco Kosmetikòs, che significa appunto “atto di abbellire”) puntando ad esaltare le qualità somatiche e la freschezza del viso e del corpo.

In antichità le donne utilizzavano un pigmento per uniformare l’incarnato e coprire gli inestetismi e nel tempo sono stati studiati composti speciali per rendere la pelle più chiara e uniforme o per rendere le labbra più sensuali.

In epoca romantica le donne favorivano la bellezza naturale, ma curata, focalizzata sulla pelle diafana, che rimase il cardine della bellezza anche in epoca Vittoriana, quando il trucco non era visto come una pratica per donne perbene.
Dal 1920 circa in poi, il trucco è entrato nuovamente a fare parte della quotidianità, usato dalle donne di ogni estrazione sociale, grazie alle attrici, utilizzate anche come testimonial, e a Coco Chanel, che in quegli anni lancia la sua prima linea di make up, con ciprie e rossetti.

Chanel si è affermata quindi anche nel campo della cosmetica, anticipando le tendenze e, benché ci siano innumerevoli marchi presenti sul mercato, resiste e non teme rivali, rimanendo icona della bellezza più raffinata.

Non ci penso due volte a rispondere affermativamente all’invito della mia profumeria preferita ad Albenga: una seduta di trucco con un make up artist di Chanel. Quale occasione migliore per imparare qualche “trucchetto” e migliorare le mie poche abilità, anche per spaziare e conoscere modi nuovi per valorizzare le caratteristiche del mio viso.

Visto che siamo nel periodo festivo per eccellenza, in cui si esce di più per cene e feste, chiedo al truccatore cosa ne pensa dello “smokey eyes”, un grande classico sempre attuale. Chiedo se è adatto a me, che sono chiara di pelle e di occhi e non sono giovanissima. Con mio sommo piacere, è d’accordo con questo stile di trucco per la sera, anche nel mio caso, rassicurandomi che non avrebbe appesantito lo sguardo, ma lo avrebbe valorizzato notevolmente. Ha aggiunto che l’importante, nel mio caso, è evitare brillantini e pigmenti troppo luccicosi.

E quindi comincia, con una base acquosa dello stesso colore del mio incarnato per uniformare e poi sottolinea l’occhio, partendo dalla palpebra superiore, con la matita nera che sfuma moltissimo. La stessa matita nera viene utilizzata anche per la parte interna inferiore dell’occhio. Continua con l’ombretto nero sia sulla palpebra superiore che inferiore. Poi utilizza un “éclat lumière” per correggere ed illuminare alcuni punti del viso (compreso l’arco di cupido, il punto centrale sopra il labbro superiore). Un po’ di cipria in polvere e fard rosa, tinta ripresa anche per il rossetto, steso con il pennello e senza contorno per un effetto più naturale, in una nuance più chiara però, quasi neutra, per contrastare il trucco degli occhi particolarmente evidente.

L’effetto finale è davvero super! Gli occhi sembrano come allungati, senza pesantezza, e i colori tenui utilizzati per il resto del viso, donano un tocco fresco e luminoso. Pronta per andare a teatro!

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