«In un certo senso, io ero quello dimenticabile degli One Direction». Quando lo disse, al Guardian, Louis Tomlinson voleva sembrare umile e alla mano. Solo che, fare la parte di quello umile e alla mano non è la cosa più consigliata per una popstar. Degli One Direction è l’unico (con Liam Payne) a non aver ancora fatto uscire un album, e forse è stato quello più spiazzato dalla decisione di sospendere (senza sciogliere) la band. Tomlinson però ha recuperato terreno. Back to You, la scorsa estate, è andata molto bene. Miss You, nuovo singolo da solista, ha debuttato il 1° dicembre.

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Ha un suono diverso dai singoli precedenti.
«È un sound più organico, più simile alla musica che ascoltavo da adolescente. E poi mi piace l’idea di avere uno stile colloquiale, mi sono stancato delle metafore sexy, che uno si deve sforzare di leggere tra le righe. Un po’ di onestà non guasta, più pezzi a cuore aperto».

A proposito di cuore: Miss You parla di una delusione sentimentale?
«Non esattamente. È più un pezzo su quando arrivi a un momento della tua vita in cui riesci a mettere le cose in prospettiva. Ho avuto un paio di anni complicati per diverse ragioni, la canzone è sull’istante in cui dai un senso a tutto».

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Quanto è rappresentativa del disco?
«Io sono cresciuto ossessionato da due gruppi, Green Day e Oasis, Liam Gallagher è il mio eroe. Quindi nella mia carriera solista ci devono essere due cose: chitarre e testi che parlano della fatica di essere una persona vera nella vita moderna. Ora la sfida sarà fare tutto questo con un sound radiofonico».

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Quando uscirà l’album?
«È quasi finito. Ho scritto centinaia di canzoni e lavorato tantissimo, ma ci siamo, usciamo all’inizio del prossimo anno. Ci saranno solo brani autobiografici, principalmente sui miei due ultimi anni».

Quindi anche sugli One Direction?
«Be’, non ci sarà una canzone su questo tema, non farò nomi o cose così. Ma ci saranno allusioni, per chi saprà leggerle».

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La direbbe ancora quella frase sull’essere «il più dimenticabile»?
«Ammetto che mi è uscita male. Stavo dicendo che nei primi anni ero stato più in disparte, fino al momento in cui ho perfezionato ciò in cui credo di essere bravo, la scrittura, mi sono ritagliato uno spazio sempre più grande e non sono stato così dimenticabile, dai».

Le manca essere negli One Direction?
«Tantissimo! È stata una parte incredibile della vita, per me, per tutti, ora possiamo dimostrare individualmente chi siamo, ma i nostri successi rafforzeranno il valore di cosa sono stati gli One Direction».

Tornerete insieme?
«È una domanda difficile. Io penso che non ci sia dubbio che a un certo punto ci riuniremo, ma se fosse a breve termine non avrebbe senso, sarebbe una delusione per tutti».

Li sente i suoi ex compagni di band?
«Sì, non proprio tutti i giorni, ma quando succede qualcosa di importante. Sono andato a vedere il concerto di Niall (Horan, ndr) a Los Angeles, è stato surreale vederlo sul palco da solo, senza gli altri».

Che cosa si augura per il suo futuro?
«Sembra banale, ma io voglio che questo mio album esca e che sia ben accolto. Io ci credo, ma poi dipende dai fan, non sai mai come andranno le cose finché non succedono».

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Questo pezzo è uscito sul numero di Vanity Fair in edicola mercoledì 6 dicembre



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