chi lo avrebbe mai detto?

[widget id=”text-16″]







Donne e sci, un connubio in costante crescita. Lo dicono le analisi di mercato e lo diciamo noi, donne attive, che viviamo la montagna a 360 gradi mixando performance e voglia di stare bene. Che pensiamo che la neve non sia solo una condizione atmosferica, né una situazione dove l’attività sportiva prevale sul nostro essere femminili, ma piuttosto parte di un insieme mirato al nostro benessere che coinvolge la cura di sé, l’alimentazione e il relax in mezzo alla natura o in una spa.

Lo dice anche Tecnica-Blizzard che dallo scorso anno ha lanciato la linea di sci e scarponi “Women to Women” e insieme il sito womentowomenski.com, una community dove condividere la passione per la neve e la montagna raccontando le proprie esperienze, scambiandosi consigli su fitness, alimentazione e tutto ciò che serve per affrontare la stagione sportiva invernale.

Noi lo abbiamo sperimentato a Kaprun, in Austria dove questo concetto di montagna a 360 gradi è stato pienamente soddisfatto. E abbiamo scoperto qualcosa di molto interessante: yoga, pilates e sci vanno d’accordo. Non solo, sono assolutamente complementari. A raccontarcelo è stata la ex nazionale di sci di fondo Denise Dellagiacoma, oggi blogger, influencer ed esperta di fitness e benessere.

LEGGI ANCHE

Yoga da bendati, a un passo dalla meditazione

«Ho passato una vita sugli sci», ci racconta. «Sono nata a Predazzo, in provincia di Trento e quando facevo le gare di fondo, ho sempre pensato che lo stretching fosse un momento fondamentale del mio allenamento. Sentivo che quando riuscivo ad allungarmi bene, le mie performance miglioravano notevolmente. Ai tempi, lo yoga non faceva ancora parte della mia vita, ma era come se ne sentissi già la necessità, ancora prima di sapere di cosa si trattasse. Oggi non potrei farne a meno e lo abbinerei a ogni tipo di sport».

Lo yoga però è qualcosa di più di un semplice stretching, no?
«Assolutamente sì. È un’unione tra corpo e mente. Quando pratichi è importante concentrarsi sul respiro che è la medicina più naturale che esista. Saper respirare crea dipendenza a uno stato di benessere costante ed eseguire insieme delle successioni di posizioni ci fa passare attraverso diversi stati: dal movimento, all’allungamento fino al restare fermi per prendersi il tempo per sé stessi».

Invece come abbineresti il pilates al mondo neve?
«Parliamo di una ginnastica posturale. Spesso sentiamo parlare di ginnastica presciistica che in molti casi è davvero valida, ma in altri è un po’ improvvisata, almeno secondo la mia esperienza. Il pilates invece ti permette di rinforzare i muscoli posturali, quelli che ti fanno fare ogni tipo di movimento. Sei concentrato sul core e con il respiro lo controlli. Se hai un centro forte, una power house forte, migliora la postura e la tua prestazione».

Quando yoga e quando pilates rispetto a un week end sugli sci?
«Pilates nei giorni che precedono il nostro week end sulla neve, o meglio ancora durante tutto l’anno. Questo perché è un’educazione del nostro corpo a certe posture. Lo yoga invece lo si può pensare per più momenti della giornata».

Ci fa un esempio?
«La mattina, appena sveglie. Prendetevi dieci minuti di tempo per sedervi, possibilmente davanti a una finestra leggermente aperta per respirare l’aria fresca e pura di montagna, fate dei respiri profondi e pensate a quale potrebbe essere l’intenzione della vostraa giornata, il vostro obiettivo. Poi un paio di respiri profondi e dieci saluti al sole».

E dopo la sciata?
«Dopo la giornata sulle neve potrebbero bastare 15, 20 minuti di restorative yoga, ovvero si lavora mantenendo la posizione. Ad ogni respiro, provate ad andare il più possibile in profondità nelle vostre posizioni in modo da sciogliere muscoli e articolazioni. Da non confondere con un allungamento rilassato».

Quanto conta il “dove si pratica”?
«Tantissimo. Fare yoga nelle palestre non mi darebbe quello che mi dà il farlo davanti a paesaggi incredibili per sentire veramente un’unione con ciò che ci circonda. Per questo sarebbe meglio scegliere stanze con grandi vetrate dove entra una bella luce naturale, o addirittura all’aperto, se il clima lo consente».

E con lo sci di fondo, che legame c’è?
«La fatica ti porta in un flusso. A volte quando ero sugli sci succedeva qualcosa: non sentivo più la fatica e andavo oltre. Facevo yoga senza saperlo».

[widget id=”text-17″]

Continua a leggere

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *