28 Novembre 2017

Secondo EY, a sostenere lo sviluppo del settore nei prossimi anni sarà la fascia medio-alta, con un rendimento del 6% al 2020. Ludovica Tofanelli

L’ascesa dei millennials e dello stile casual, l’abbandono del total look, la saturazione del panorama retail. Sono solo alcuni dei fattori che impattano sull’evoluzione dei consumi e che porteranno il segmento premium ed entry-to-luxury a essere sempre più determinante rispetto all’alto di gamma. A far luce su queste dinamiche è The luxury and cosmetics financial factbook 2017, lo studio di EY che quest’anno ha preso il titolo di Mix and match the industry, proprio a rispecchiare il consumer behaviour. «Nel 2016 il mercato dei personal luxury goods ha raggiunto 318 miliardi di euro, inclusi gli acquisti unbranded, mentre il segmento entry-to-luxury ha toccato 101 miliardi. Sarà quest’ultimo, però a trainare la crescita nei prossimi anni, con un cagr atteso del 6% nel periodo 2016-2020, contro il 3,4% che si prospetta per il lusso», ha spiegato Federico Bonelli, partner EY Tas fashion & luxury. A determinare l’andamento positivo dell’entry-to-luxury saranno diversi fattori, come la crescita dell’urban middle class cinese e i prezzi più accessibili dei prodotti premium, che si sono inseriti nella fascia da 400 a 1.000 euro, quasi del tutto abbandonata dal lusso. Ma anche l’ascesa del mix & match e del casualwear. «I driver in generale saranno sempre gli accessori, quindi borse e soprattutto scarpe», ha poi aggiunto Bonelli. Grande potenziale anche per il mondo della cosmetica, con i suoi 49 miliardi di euro circa al 2016 e una crescita del 4%. I fattori fondamentali sono il dinamismo del make-up, il peso della Cina e dell’Asia-Pacific che vale quasi il 40% del mercato, e l’online, le cui vendite toccano il 20% nel settore. Interessanti anche gli sviluppi di mercati finanziari e M&A, come spiegato da Roberto Bonacina, partner EY Tas fashion & luxury: «Nel lusso la dimensione dei deal è diminuita, ci sono più operazioni su aziende più piccole. Sempre più importante risulta il ruolo dei fondi e l’Italia è il secondo paese per numero di operazioni nel settore. A livello di cosmetica sono aumentati i deal, passando dai 40 del 2015 ai 65 del 2016». Per i mercati finanziari, il lusso mantiene performance superiori al mercato, con un cagr di 8,1% da gennaio 2008 a giugno 2017. (riproduzione riservata)



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