Riscontri confortanti per popolazione, spirito d’iniziativa, nuove imprese, esportazioni, prezzi delle abitazioni, cultura e sicurezza, presenza sale cinematografiche, ombre per sanità, ambiente ed infrastrutture.

Stefano Stefanini

Stefano Stefanini

NewTuscia – VITERBO – Valutazioni su  qualità della vita nelle province italiane nell’indagine annuale del Sole 24 ore.  Per la Tuscia viterbese alla 73^ posizione riscontri confortanti per popolazione, spirito d’iniziativa, nuove imprese, esportazioni, prezzi delle abitazioni, cultura e sicurezza, presenza sale cinematografiche , ombre per sanità, ambiente ed infrastrutture.

In merito  alla qualità della vita nei territori regionali e, specificamente, nelle province italiane nell’indagine annuale del Sole 24Ore vince Aosta.  La Valle d’Aosta scalza il Trentino Alto Adige (Bolzano nel 2015), in vetta alla classifica 2016 della Qualità della vita, nell’indagine annuale del Sole 24 Ore pubblicata il 27 novembre . 

Prima la provincia di Aosta.

Una supremazia ottenuta sulla base di 36 parametri statistici, raggruppati in consolidate sei macro-aree (1 Reddito Risparmi Consumi, 2 Affari, lavoro Innovazione , 3 Ambiente Servizi, e salute Welfare,4 Popolazione Famiglia Integrazione,  5  Giustizia, Sicurezza Ordine pubblico e Reati, 6 Cultura, tempo libero e partecipazione ), fino alla compilazione di una classifica generale, che vede Milano (come 2015) al secondo posto, al  terzo Trento, Belluno  in quarta,  Sondrio in quinta e Firenze in sesta posizione.

Completano la classifica delle migliori province, dal settimo posto in poi, Bolzano, Bologna  Udine , Trieste e Siena . Al capo opposto della classifica, al 110 e ultimo posto,  sono , al 110 Vibo Valentia, al 109  Reggio Calabria, al 108  Caserta, al 107 Napoli, 106 Crotone al 105 Taranto. .

Roma avanza  al 13 posto rispetto al 16 del 2015 , mentre Milano viene confermata  in seconda posizione.

Purtroppo tutto il Sud, sotto gli aspetti del tenore di vita, della popolazione e degli affari, viene ad occupare la parte bassa della graduatoria. Una consuetudine che si ripete: anche quest’anno gli ultimi 20 gradini, sono occupati da province siciliane, pugliesi, calabresi e campane.

I cittadini si attendo rimedi concreti ai ritardi della politica e dell’amministrazione, rispetto alle eccellenze e le peculiarità riaffermate in vari campi ed ai vari livelli dai singoli territori.

Questi i risultati conseguiti dalla Tuscia viterbese, comparati con le migliori e le peggiori perfomance delle province  :

 TENORE DI VITA: Aosta  in prima nella tappa riferita al benessere, seguita da Milano. In fondo alla classifica Messina.

Viterbo si classifica al 73 posto su 110, con positive risultanze sull’acquisto di abitazioni, sulla scarsità dei fallimenti e la tranquillità della vita.

 Tra lke province confinanti con Viterbo 73^ , Terni è alla 68^ posizione, Rieti alla 75^, Grosseto all 51^posizione . Nel Lazio le altre province Roma è 13^, Rieti come detto 75^, Latina 77^ e Frosinone 78^.

AFFARI E LAVORO: La Tuscia si colloca al 74 posto per i consumi e all’81 posto per la propensione al risparmio . Ottima la possibilità di acquisto vantaggioso della casa. Dati molto confortanti per le nuove imprese registrate per 1.000 abitanti, al 11 posto e per i fallimenti   Per le nuove imprese innovative la Tuscia  è al 85 posto, per l’esportazione siamo al 85 posto, con un notevole recupero sul 2015.

Trento e Bolzano risultano le province più avanti nella tappa del business grazie alla presenza di start up innovative e all’elevata occupazione femminile. Ultima è Reggio Calabria.

SERVIZI, AMBIENTE, SALUTE:  Viterbo si classifica al 84 posto per servizi, ambiente e salute,  con un 107 posto per il tasso di emigrazione ospedaliera  (come nel 2015) e al 99 posto per la tutela ambientale . Viterbo è al 50 posto per Banda larga in percentuale della popolazione.  Trieste brilla nell’area dei servizi grazie al terzo posto e ad una buona dotazione di asili nido e nella velocità della giustizia civile. All’estremo opposto c’è Crotone.

POPOLAZIONE: La Tuscia conquista un buon 49 posto.  Aosta è al 1 posto e la Sardegna con Olbia-Tempio  e Ogliastra si aggiudica il terzo posto degli indicatori demografici, nella top ten con Bolzano, Parma Firenze, Trento e Matera.

ORDINE PUBBLICO: Viterbo  è  al 46° posto su 110 province, ridotta frequenza per micro criminalità al 29° posto, rapine e borseggi (33 posizione), per frodi (32° posto), per furti nelle abitazioni (35°) e  61 posto  per cause definite su quelle nuove iscritte -2015  e 68 posto  per quota cause pendenti ultratriennali sul totale di quelle pendenti nel 2015.

TEMPO LIBERO: Viterbo  risulta in media classifica al 39° posto, prima  Roma e Firenze, ultima Crotone e Vibo Valentia .  Ottimo 10 posto per presenza sale cinematografiche ogni 100.000 abitanti. Per la presenza di  librerie  e sale cinematografiche la Tuscia è al 31° posto.  Per la ristorazione si piazza al 44 posto. Per la spesa totale di turisti stranieri è all’88 posto e per l’indice di sportività al 80 posto (guadagnando 10 posizioni dal 2015).

Il BES: Benessere equo e sostenibile un confronto con i dati del Sole 24 Ore 2015.

 E’ opportuno  analizzare ora i parametri del  BES, Benessere equo e sostenibile, il nuovo sistema di misurazione del progresso e della felicità della società italiana, proposto già dal 2011 dal Cnel e dall’Istat, riuscirà a dare nuove risposte  ai quesiti della così detta  “economia della felicità” e la rilevazione della qualità della vita per sollecitare una nuova ripresa socio-economica?

In primo luogo – sostiene sul quotidiano Avvenire Stefano Bruni, componente del Comitato Cnel-Istat per l’individuazione di nuovi indicatori integrativi del Pil  – bisogna capire se sia stata compresa la potenzialità rivoluzionaria del nuovo impianto di misurazione  proposto dal Bes, costruito proprio per realizzare una valutazione del progresso del Paese secondo le varie sfaccettature della qualità della vita.

In particolare è essenziale sapere quanti tra stakeholders e opinion leader sono consapevoli del fatto che oggi la misurazione dello stato di salute delle economie nazionali non può più essere solo incentrata sugli scambi monetari, sul brent piuttosto che sullo spread, ma deve essere integrata con i cosiddetti costi sociali e ambientali.



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