Credits foto: ph Matteo Losa

Un aforisma letto di recente recita: «Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere». Matteo amava le fiabe, sin da piccolo. Dietro ci immaginava un mondo, abitato da esseri fantastici, alcuni buoni, altri cattivi, come i draghi. Ma mai avrebbe pensato che le fiabe potessero diventare tutta la sua vita. E che il drago più cattivo avrebbe dovuto sconfiggerlo lui.

Matteo Losa ha 35 anni, è giornalista e fotografo, e ha un sorriso impossibile da dimenticare e che non si spegne mai, nonostante la chemio che ogni giorno deve assumere per tenere addormentato il mostro che gli vive dentro.

Di lui parlammo un anno fa a proposito del suo progetto di crowdfunding #Fiabecontroilcancro, lanciato dal suo sito Fairitales, che si proponeva di raccogliere dei fondi per dare vita a un libro di fiabe, in collaborazione con Airc. Ebbene, quel libro è diventato realtà: in tutte le librerie italiane e online è uscito “Piccole fiabe per grandi guerrieri”, edito da Mondadori.

Nove piccole fiabe che parlano di cancro, ma senza mai nominarlo. Perché è proprio a questo che servono le fiabe, fin da quando siamo piccoli: esorcizzare e sconfiggere le paure, insegnandoci a conoscere la realtà. «Io ho immaginato di sconfiggere la malattia, ma l’antagonista può essere qualsiasi situazione: la perdita del lavoro, di un amore, una forte depressione… Il messaggio che volevo dare è: le cose brutte accadono, eccome, ma uscirne si può. Resistendo, mai smettendo di sperare e provando a lottare con tutte le nostre forze per il lieto fine».

Un messaggio di cui Matteo si fa portavoce, con la sua grinta e il suo esempio: «Ci provo, a non mollare mai. Anche se anch’io ho molti momenti no, come tutti. In quest’anno per me non è stato facile curare il libro e curare me stesso, seguendo il programma della chemio, ma alla fine posso dire che ce l’ho fatta, quantomeno a veder realizzato il mio sogno di diventare uno scrittore professionista. Per guarire ci sto lavorando ancora, ma ce la farò. Voglio farcela».

Le sue fiabe esplorano tutte le emozioni, dalla sorpresa al disgusto, dalla gioia alla rabbia, entrano in gioco e si muovono nelle storie di personaggi sensibili, poetici e immaginati, a infondere coraggio anche quando non ne hai più: Petra con il suo scoglio, il giovincello con la schiena curva, il criceto pettirosso, il gigante e molti altri.

«Volevo ringraziare Airc per il supporto che mi ha dato e per avermi scelto come testimonial, una cosa che mi riempie d’orgoglio: sono il primo non completamente guarito, a dimostrazione di come sia possibile condurre una vita normale, nonostante la malattia e le cure. E poi vorrei ringraziare tutti coloro che hanno creduto in me e nel mio progetto, ma soprattutto ai miei sostenitori che hanno finanziato il crowdfunding a scatola chiusa. A tutti invece consiglio di seguirci sul sito www.fairitales.it e sui social (cercateci come Fairitales sia su Facebook che su Instagram), dove siamo sempre molto attivi e dove potrete seguirci in tutte le novità e attività che proporremo».

Una storia fatta di sogni che si realizzano e di speranza. E che ci insegna come si possa essere felici nonostante il drago non sia ancora stato sconfitto. Un lieto fine che non è meno lieto per questo. Forse è questa la fiaba più bella scritta da Matteo.



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