Presentata questa mattina in rettorato la sesta edizione del Bilancio di Genere di Unife.

Prima Università italiana a essersi dotata di questo strumento, l’Università di Ferrara si pone come Ateneo all’avanguardia per quanto riguarda la tutela delle pari opportunità, con numerose iniziative.

 

 

Il telelavoro e il lavoro agile,le azioni di facilitazione dell’accesso e della frequenza di asili nido e scuole di infanzia per le figlie e i figli del personale e della comunità studentesca. Sono queste alcune delle iniziative messe in campo dall’Università di Ferrara a tutela delle pari opportunità.

L’ateneo estense pone infatti particolare attenzione a questi temi, tanto che oggi si trova a presentare la sesta edizione del Bilancio di Genere, di cui per primo, tra gli altri atenei italiani si è dodato. Il Bilancio di genere fornisce dati concreti sulla gestione delle pari opportunità negli ambienti di Unife e rappresenta lo strumento fondamentale per la riflessione e programmazione delle politiche future in materia. All’incontro hanno partecipato il Rettore Giorgio Zauli e l’On. Paola Boldrini.

Il Bilancio di Genere, ha detto il rettore nell’introduzione, diventa per tutti noi un punto di riferimento imprescindibile per perseguire la oggettiva e reale parità tra le componenti e i componenti della nostra comunità tramite strategie di pari opportunità, di uguaglianza e di benessere. Credo fermamente che queste politiche non siano solo strumento di tutela della condizione femminile, ma siano indispensabili al miglioramento globale  dell’efficienza organizzativa e della qualità dei servizi.

Il Bilancio di Genere –  commenta l’On Boldrini –  è uno strumento fondamentale per misurare l’impatto delle politiche tese al superamento di disuguaglianze e discriminazioni. Come deputata del territorio, provo orgoglio rispetto al fatto che il nostro Ateneo è stato il primo in Italia a dotarsene, confermando una consolidata lungimiranza e aderenza alla realtà. E a testimonianza, anche, che l’Università è luogo di cultura e formazione umana e professionale. Auspico diventi prassi anche nelle aziende private, superando l’idea che spetti solo al pubblico. I benefici sarebbero infatti per la società tutta



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