Sia merito del cast, dell’idea brillante che lo ha riunito. Sia merito della musica o di chicchessia. Ma Paolo Genovese, che il successo di Perfetti Sconosciuti sembrava destinato a inchiodare ad un che di irripetibile, si è affrancato presto dallo spettro del passato. E di The Place, opera nuova uscita nelle sale italiane il 9 novembre scorso, ha fatto un piccolo caso nazionale.

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La pellicola, tra le cui fila figurano Valerio Mastandrea, Sabrina Ferilli, Alba Rohrwacher e Marco Giallini, è l’analisi – insieme attenta e scanzonata – dell’ambizione umana.

Del libero arbitrio, della sua estensione, a tratti amorale ed egoistica.

Non è una commedia, The Place, né un blockbuster all’americana, capace di colmare una qualche lacuna narrativa con roboanti effetti speciali. È un film serio, la cui struttura, pur chiara e lineare, invita alla riflessione. «Cosa si è disposti a fare per ottenere ciò che si vuole?». La domanda risuonava nel trailer, e risuona in sala, tra poltrone che nel weekend sono state prese d’assalto.

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L’opera di Paolo Genovese, cui il confronto con Perfetti Sconosciuti non può essere risparmiato, ha vinto il weekend, replicando, almeno in parte, un successo che si credeva impossibile bissare. Il film, segnale di una ripresa tutta italiana, ha incassato, nei primi giorni dall’esordio, 1,67 milioni di euro. Scalzando ogni titolo concorrente. Thor: Ragnarok, precipitato dalla prima alla quinta posizione. Auguri per la tua morte, horror cult. Paddington 2, il cui esordio ha di poco superato la soglia del milione.

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