Mamma Ineke e la figlia Michelle Hunziker vittima della setta: il racconto

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«Mia figlia è stata molto coraggiosa a decidere di raccontare tutto e io voglio esserlo altrettanto». Ineke Hunziker, mamma della showgirl Michelle, è tornata a parlare del periodo più buio vissuto dalla sua famiglia: quando la figlia era vittima di una setta. L’ha fatto in diretta tv, per la prima volta, a Domenica In, dopo che la conduttrice – oggi moglie serena di Tommaso Trussardi e mamma di tre – ha deciso di rivelare quegli anni in un libro.  «In 74 anni credo di non aver mai sofferto così tanto, sono qui perché non vorrei mai e poi mai che altre mamme soffrissero quello che ho sofferto io», ha dichiarato.

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Michelle ha attraversato cinque anni terribili, che sono sono stati, almeno in parte, la causa della fine del matrimonio con Eros Ramazzotti. All’epoca era stata irretita da Clelia, una sedicente pranoterapeuta, che facendo leva sui  suoi traumi infantili, l’aveva completamente soggiogata. «In quel periodo era una ragazza giovanissima, mamma (di Aurora, oggi 20), ma insicura e fragile. È stata una preda facile», ha continuato Ineke, «Non avevo capito subito quanto potesse essere pericolosa questa donna. Quando me ne sono resa conto era troppo tardi».

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In quel momento, la setta aveva già isolato Michelle: «Siccome suo marito non accettava questa cosa, le aveva dato un ultimatum: “O me o la setta”». Com’è andata a finire, lo sappiamo. «Eros è andato via di casa e io sono andata ad abitare in Brianza vicino a lei e alla bambina», ha dichiarato mamma Ineke, «Un mercoledì, mi arriva una telefonata in cui mi dice: “Non cercarmi più, devo fare la mia strada e non ti voglio più vedere“. Michelle allora non aveva più il telefono, le filtravano le chiamate».

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Ineke per riavere sua figlia ha pensato persino di picchiare quella donna: «Sono salita in macchina con una mazza da baseball, volevo andare da lei. Eros mi ha fermato, dicendomi che sarei andata in galera. È stato un inferno, io dopo 3 anni sono crollata, il mio fisico non ha retto più, ho dovuto mettere un pacemaker». Come ne sono uscite? «Quando all’inizio ho visto Michelle stare meglio, pensavo fosse una tattica perché in quel periodo si discuteva per l’affidamento di Aurora. A Eros dissi di aspettare qualche giorno prima di prendere una decisione, finché lei mi chiamò: “Mamma, posso venire domani a colazione?”, mi disse. E io le ho preparato la colazione all’olandese che amava tanto da bambina. Rivederla è stata la gioia più grande della mia vita».

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