Interessante si dice di un uomo il cui viso comincia ad essere solcato dalle rughe. Appassita, di una donna all’apparire dei primi capelli bianchi. In che senso appassita? Sostanzialmente il termine allude alla messa fuori gioco di una donna non pi giovane, sul piano della femminilit seduttiva. Uomini e donne, quindi, che su molteplici fronti hanno ormai raggiunto la parit, di fronte al proprio corpo che invecchia, hanno prospettive ben differenti: gli uomini sanno che la maturit pu regalare loro una certa quota di fascino ancora spendibile. Le donne molto meno. 

Apprezzate magari come nonne, come professioniste, come persone socialmente impegnate, ben pi raramente le donne che entrano nella maturit degli anni, sentono possibile essere viste ancora come seducenti e attraenti qualora lo desiderino. Per questo la ruga rischia di rappresentare, per una donna, una minaccia alla propria autostima molto pi intensa in confronto a un coetaneo maschio. Intendiamoci: invecchiare non mai stato facile per nessuno, uomini e donne. Le donne attuali per rischiano di scontrasi con secoli di storia che hanno profondamente disegnato nelle mente di tutti noi una certa immagine di femminilit matura e dei segni fisici che la caratterizzano. Un’ immagine che, di l di ogni razionale convincimento, in buona parte permane. Quindi, se il capello bianco di un uomo pu pi facilmente associarsi a un fascino maturo, in una donna da sempre i segni fisici della maturit hanno tracciato un passaggio di condizione: quello della dimissione dagli aspetti seduttivi della femminilit come cosa naturale e attesa, e l’insediamento pressoch totalizzante in una femminilit sostanzialmente di stampo materno. Nella accezione pi antica nel ruolo di matriarca, la grande madre per eccellenza. Della donna quindi che proprio in virt del suo capello bianco diventava la saggia anziana. Quella cui sarebbe spettato da ora in poi il compito di tutela, di cura e di trasmissione del sapere femminile alle nuove generazioni. Nell’accezione pi vicina ai giorni nostri, nel ruolo di cura e di accudimento non pi rivolto ai figli cresciuti, ma per esempio ai genitori invecchiati e al marito stesso. O nel ruolo molto diffuso di nonna affettiva. 

Come non ricordare in proposito la mitica Nonna Papera dei fumetti, quella dedita agli amatissimi nipoti Qui, Quo, Qua? La nonna dotata di dolci e di scialletto, di pazienza e di saggezza. Insomma due ruoli, quello della matriarca e quello di Nonna Papera, autorevoli e pi che mai valorizzabili. Altrettanto sicuramente, per, entrambi quanto di pi lontano da una femminilit seduttiva ancora in campo. 

Ancora oggi il nesso fra il capello bianco di una donna e il suo insediamento in ruoli in cui l’aspetto materno della femminilit prende la regia, rimane molto forte. Sembra sua madre, non a caso, si sente o spesso si pensa istintivamente di una donna non pi giovane vicino al marito coetaneo, piuttosto che semplicemente alla sua compagna. Se le donne delle generazioni passate potevano sentire tutto questo in sintonia con un destino che sentivano proprio, che ne delle donne che invecchiano oggi? Come si conciliano la Matriarca o Nonna Papera con l’attuale sessantenne? Quella sessantenne che uscita dalle trasformazioni radicali degli anni Settanta non si vede pi ad esempio, solo come nonna? Quella sessantenne che, se ha la fortuna della salute, ha ancora tanto tempo davanti a s da vivere e da progettare? Che grazie ai progressi della medicina cura la sua salute, la sua estetica e il suo benessere? Insomma, come si conciliano i ruoli della tradizione con una donna che in et matura sempre pi pu sentirsi ancora in gioco su diversi piani? Quindi, non sempre, ma con crescente frequenza, anche sul piano delle relazioni affettivo- sentimentali-erotiche? 

Di fronte a questi complessi interrogativi, alla strada ampiamente tracciata nel tempo per uomini, certamente non ne corrisponde un’altra gi percorsa per le donne. Qualcosa per gi iniziato. Grazie alla diffusione mediatica, immagini diverse di femminilit matura incominciano ad aprire il varco. Non solo Clint Eastwood vediamo troneggiare sulla scena con il suo indiscusso fascino senza tempo. In settori diversi, cominciano a trovarsi nuovissime figure femminili in et matura, dal fascino indiscusso. Lady Macron, nella politica, tanto per citarne una. Splendida sessantenne, sposata inoltre con un uomo notevolmente pi giovane di lei. Maryl Streep nel campo dello spettacolo. Naturale nelle sue forme curate di ormai settantenne, avvolta dall’unanime riconoscimento di un sex appeal affatto sopito. Mentre nelle passerelle di moda la donna matura ben tenuta, ma non artefatta, comincia a farsi strada. Tanto altri esempi si potrebbero fare. 

Eccezioni? Forse s per ora. Fari per in una strada nuova che ha gi iniziato a delinearsi. Esserne consapevoli aiuta. Aiuta ogni donna che invecchia a partire proprio da s, nel potersi immaginare, se questo che sente, anche in modo diverso. A pensare al proprio capello bianco non solo come al segno inequivocabile di un destino tradizionale prestabilito, quando questo non le appartiene o non le basta pi da solo. Pensare alle proprie rughe come a segni di una vita vissuta, proprio in virt della quale, come accade per un uomo, potere spendere ancora una passionalit diversa dalla giovinezza, ma non sopita. Crederci un grande contributo che ogni donna pu dare a una trasformazione culturale che appena iniziata e che, con il consueto coraggio tutto femminile, ha gi iniziato a percorrere.

2 novembre 2017 (modifica il 2 novembre 2017 | 07:54)

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