Alzi la mano chi non ha mai fatto una vacanza studio all’estero, o se avete più di cinquant’anni chi non ha mai pagato ai propri figli un soggiorno in un college inglese o in una famiglia irlandese. Quanti ricordi di packed lunch, di collect call (esisteranno ancora?) e di penfriend al ritorno, Allora non c’era gara, la meta più gettonata era l’Inghilterra. Qualcuno si sentiva più sicuro a mandare i figli nella più tranquilla Irlanda. Mentre i più fortunati sbarcavano sulle spiagge di Malta e fra una conversation e l’altra facevano anche il bagno.

Resistono ancora queste mete, oggi? Senza dubbio il Regno Unito e l’isola mediterranea conservano ancora tutto il loro appeal. Ma nel mondo di oggi, sempre più global, nuove destinazioni s’avanzano e il baricentro linguistico del Pianeta si frammenta dando luogo a tanti epicentri. Secondo i dati di Esl, agenzia specializzata in soggiorni di studio all’estero, uno dei più interessanti oggi è la Corea del Sud. A dispetto della sua vicinanza con il pericoloso dittatore del Nord, Seul negli ultimi anni ha fatto registrare un vero e proprio boom di richieste, tanto da essere diventata la destinazione con la crescita più rapida.

In tutto il mondo, il numero di studenti che negli ultimi quattro anni ha scelto di partire per un soggiorno linguistico in Corea del Sud è aumentato di ben otto volte. L’Italia ha seguito a ruota questo trend: la maggior parte dei nostri ragazzi diretti verso Seul e dintorni si colloca nella fascia tra i 17 e i 29, quindi tra i più grandi. La capitale coreana affascina, coi suoi grattacieli, i suoi locali di musica k-pop, i suoi ristoranti di bibimbap (barbecue), i suoi fumetti manhwa. Ma anche la città di Busan ha visto crescere il numero dei propri estimatori, grazie alle sue spiagge spettacolari.

Se però c’è una meta che cresce di più, tra le preferenze dei ragazzi italiani, quella è la Francia, che tra l’anno scorso e quest’anno si è guadagnata la medaglia di destinazione più rampante. Al secondo posto, non tra le mete più popolari ma tra quelle più in crescita c’è il Portogallo. I grandi classici del Regno Unito e Malta resistono, ma quanto a capacità di sprint soccombono per mano dei rivali d’Oltralpe. Sempre secondo Esl, poi, dopo un 2016 in tono minore è invece ripreso lo studio della lingua russa. Chi cala? Irlanda e Stati Uniti, soprattutto. Ma non è detto che la Brexit, una volta ultimata, non porterà nuova acqua al mulino di Dublino.






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