Linguaglossa, maggio 2009, versante nord-est dell’Etna, a metà strada tra la “montagna” e il mare: un’antica dimora dal sapore ottocentesco si trasforma in resort.

Riportata all’antico splendore con un attento intervento di restauro architettonico, la prima dimora di charme etnea coniuga l’atmosfera intimamente storica con il gusto contemporaneo. Un edificio dimesso ma al tempo stesso nobile, a tratti altero, che seppure in pieno centro, rimane intimo e silenzioso. Tredici stanze, un delizioso ristorante e l’intimo centro benessere offrono agli ospiti il piacere di “abitare” questo vecchio palazzo in modo unico e personalizzato, accolti da un contesto volutamente familiare. Intimità, contemporaneità e benessere diventano da Shalai la sintesi per una nuova forma di ospitalità.

 

Progetto

Tutto comincia con la famiglia Pennisi. Una “grand family” da anni impegnata in varie attività legate alla gastronomia di qualità e alla promozione dei prodotti tipici del territorio etneo. Nel 2009 inaugura il resort, innestandovi quello spirito familiare fatto di relazioni dirette, tradizione e generosità tipica della Sicilia. Un impegno condiviso e sostenuto da tutti con grande passione ed energia. A sovrintendere l’impresa di famiglia due cugini, Leo e Luciano.

Leo, il gentleman che farà entrare nella calda atmosfera di Shalai. Organizza l’area wine & restaurant e segue accuratamente il lifestyle di tutto il resort, mentre Luciano coordina gli aspetti legati all’organizzazione aziendale: amministrazione, servizi e personale. Infaticabili e sempre a disposizione nel definire le strategie per rendere la permanenza speciale.

L’edificio risale, nella sua forma attuale, ai primi anni dell’ottocento, lungo la via Marconi, un tempo arteria principale del piccolo paese etneo, che conduceva alle piazze più importanti del centro, e che in seguito perde tutta la sua rilevanza a seguito dello sventramento del nucleo urbano con il conseguente inserimento di via Roma alle sue spalle. Il palazzo rimase così nascosto agli occhi dei passanti, ed è solo addentrandosi tra le piazze del centro storico che si riscopre la sua delicata bellezza. I diversi usi che ebbe nel tempo determinarono sostanziali trasformazioni strutturali e spaziali. Negli anni fu residenza signorile, sede di importanti funzioni pubbliche e dalla seconda metà del secolo scorso rimase in totale stato di abbandono finché, gli attuali proprietari, intravedono la possibilità di riportarla all’antico splendore convertendola in resort. La scelta progettuale è stata quella di ridefinire l’articolazione dei volumi adattandoli a nuovi usi, enfatizzando con un linguaggio contemporaneo la storicità dell’edificio. Si desidera valorizzare l’emozione che quella “vecchia casa” conteneva riducendo al minimo qualsiasi intervento di adeguamento della struttura alle nuove funzioni, prevedendo non solo il recupero delle strutture esistenti, il restauro delle volte, la conservazione degli apparati murari, ma soprattutto il mantenimento delle viste prospettiche all’interno, così calibrate ed espressive.

Al piano terra i pesanti conci di lava delle murature scrostate dal tempo, le poche decorazioni geometriche, avvolte da una “luce ombrosa” definiscono un carattere “forte” e possente più vicino al mondo maschile; al primo e secondo piano le importanti stanze dipinte con motivi “d’amor gentile”, rivelano un aspetto più delicato, a tratti quasi romantico. Così all’interno l’edificio riflette anime differenti. Si è affiancato al carattere virile del primo livello una funzione pubblica (spazi comuni, ristorante e centro benessere) mentre al carattere gentile del primo e secondo piano si è preferito associare la funzione intima e riservata delle camere. Alla geometria, alla massa, si contrappone così l’essenzialità dei segni progettuali quasi scarni, ma fortemente caratterizzati. Le scelte compositive e l’attenzione al dettaglio regolano l’equilibrio degli spazi in uno stile che nonostante la monumentalità dell’edificio vuole rimanere contemporaneo e forse fuori dal tempo. Il risultato è uno spazio non convenzionale dove il calore antico contamina il gusto contemporaneo, con uno spirito domestico che rende originale ogni singola scelta.

 

Shalai

Nel dialetto siciliano significa gioia piena, soddisfazione appagante, momento di genuino benessere. Un antico termine locale carico di energia simbolica e sonorità remote. Il resort diventa quindi un luogo dove l’esperienza del benessere è totale, e il coinvolgimento sensoriale esclusivo e personalizzabile.

 

Ristorante

Il ristorante e bar sono il luogo ideale per introdursi nella profondità dei sapori mediterranei. Esplorare le stagioni, selezionare la materia prima e dosare con leggerezza sono le peculiarità della cucina grazie allo chef Giovanni Santoro: una mente maschile che lavora con delicatezza femminile. Dopo varie esperienze di alto profilo presso importanti ristoranti e accanto a chef di rilievo, oggi dà l’impronta inconfondibile alla cucina di Shalai: autentica, sincera e originale. Tutto è accompagnato da una meticolosa selezione di vini etnei. Una scelta territoriale ben precisa che racconta l’eccellente vocazione della nuova viticoltura etnea.

 

Wellness

L’area wellness è il luogo dove prendersi cura di sé. Un’atmosfera avvolgente consentirà di entrare in una dimensione di totale relax, fatta di gesti antichi e nuovi saperi. Un’area intima e calda farà accedere ai percorsi del benessere attraverso l’uso di sauna, vasca idromassaggio e bagno turco. Due sale estetiche e un angolo relax offrono la possibilità di rilassare la mente e distendere il corpo. Trattamenti e prodotti dell’esclusiva linea Comfort Zone.

 

Info: www.shalai.it

 



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