Nascoste, scoperte, vestite di maglia o in nylon leggerissimo, quasi invisibile. Le gambe sono da sempre considerate un simbolo della bellezza femminile, in qualsiasi modo si scelga di “vestirle”. Lo sa bene Carlo Bertoni, amministratore delegato di Csp International, gruppo mantovano fondato nel 1973 che ha nel proprio portfolio marchi di calzetteria, lingerie e swimwear. E ha chiuso il 2016 con ricavi in salita a 126,2 milioni di euro, contro i 123,3 dell’anno precedente, ed Ebitda oltre i 7,1 milioni.

Gli occhi del gruppo, in questo momento, sono puntati sul marchio Oroblù: «È quello che sta crescendo di più – spiega Bertoni, esponente della famiglia che nel 1973 ha fondato il gruppo, oggi quotato a Piazza Affari – con un +7% registrato a fine 2016 sul 2015, che ha portato i ricavi a poco più di 20 milioni di euro, e un +7% nel primo semestre 2017. E poi quest’anno festeggia un compleanno importante: i primi 30 anni». Oroblù è stato fondato nel 1987 come brand di calzetteria da donna di fascia alta (il 60% dei ricavi arrivano dai collant) e oggi mantiene ben saldi valori come qualità, contenuto creativo, innovazione. «In questi decenni sono cambiate sia la moda sia le donne: il collant non è più considerato un capo underwear ma è un accessorio da esibire». L’offerta di Oroblù, nel tempo, si è ampliata: «Abbiamo inserito lingerie e costumi da bagno. In Italia le vendite sono equamente divise tra la calzetteria e intimo-mare, mentre all’estero a vincere è il collant».

I ricavi di Csp International, che opera attraverso le filiali Csp Paris, Oroblù Germany e Oroblù Usa, sono realizzati principalmente (76%) oltre confine. Il gruppo, cui fanno capo tra gli altri Lepel, San Pellegrino, Cagi e Perofil, acquisito nel maggio 2017 proprio come «controparte maschile» a Oroblù, opera infatti in 40 Paesi. Due terzi delle vendite Oroblù avvengono all’estero: «Gli Usa sono un mercato importante – spiega l’ad –; tra le aree più promettenti citerei il Benelux e il Nord Europa».

Un nodo chiave della strategia di espansione è la distribuzione. L’azienda conta 2.500 punti vendita e tre monomarca, uno a Oriocenter (Bergamo), aperto 14 anni fa e recentemente rinnovato, e due a Milano: «Abbiamo deciso di puntare sul retail – continua Bertoni – ma dopo le ultime due aperture ci siamo presi una pausa: dobbiamo organizzarci a livello aziendale per gestire al meglio il canale». In parallelo, si va sviluppando il progetto di corner in concessione ai principali department store: «Abbiamo appena aperto a Rinascente Tritone, a Roma, e siamo pronti con uno spazio di 30mq all’interno di Kadewe a Monaco di Baviera». Intanto i 30 anni di Oroblù verranno festeggiati a Milano con le immagini di Giovanni Gastel e Flavio Lucchini, riunite nella mostra “The new legwear inspiration”, dal 25 al 31 ottobre alla MyOwnGallery di via Tortona.

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