Domenica sera Sebastian Kurz potrebbe essere il più giovane cancelliere d’Europa. L’attuale ministro degli esteri austriaco sembra non avere avversari nelle elezioni politiche. Vienna potrebbe avere a guidarla un trentunenne, non male a guardarlo e decisamente conservatore. Il suo nome infatti può non dire molto da noi, ma le gesta sono note. La politica di chiusura austriaca nei confronti dei migranti, militari al confine del Brennero compresi, sono in gran parte opera sua.

Segretario di stato a 24 anni e ministro degli esteri a 27 anni.

Enfant prodige è termine perfetto per Kurz che fa sembrare il trentanovenne presidente francese Emmanuel Macron anzianotto. Giovane lui, giovane il suo team. Tutti pronti a lavorare fino a notte fonda per accaparrarsi i voti anche dei giovanissimi (in Austria si ha una scheda in mano già a 16 anni).

Proprio sull’onda di En Marche, il movimento dell’attuale inquilino dell’Eliseo, Kurz ha personalizzato la campagna elettorale e svecchiato il partito, cambiandogli anche colore. Da nero che era è diventato azzurro e ha cambiato nome: il partito popolare austriaco ora è la lista Sebastian Kurz. Si attesta al 33% delle preferenze contro il 27 della destra, che potrebbe essere alleata di governo, e il 23 dei socialdemocratici, con cui i popolari erano uniti da una grosse Koalition che non dovrebbe tornare più.

Lo chiamano «Wunderwuzzi», mago bambino. La prossima magia spera di farla alle elezioni dopo essere stato eletto leader del Partito popolare austriaco col 98.7% dei consensi. Il programma elettorale comprende una riduzione delle tasse e la protezione dei confini. «Fino a quando non saranno sicure le frontiere dell’Austria dovremo proteggerle», ha ripetuto. Due argomenti che trovano terreno fertile in un paese, da meno di 9 milioni di abitanti, che ha chiuso i propri confini davanti all’ondata di rifugiati del 2015 e vietato burqa e niqab. Ha fatto decisamente suoi i temi della destra e ha anche colto la palla al balzo attaccando le Ong durante una visita a Malta.

Il giovane futuro premier è nato a Vienna da famiglia borghese, figlio di un’insegnante e un’ingegnere. Per la politica ha lasciato gli studi. Veste elegante, ma fin troppo classico, anche se non mette la cravatta, e ha capelli che si potrebbero definire impomatati, se fossimo negli anni Cinquanta, e orecchie che non passano inosservate. Le astuzie le ha però da politico moderno e ha messo nella sua lista di sostenitori l’ex Miss Austria Amina Dagi e Kira Gründberg la saltatrice con l’asta rimasta paralizzata e la cui storia non ha commosso solo l’Austria. Gli ha detto sì, confermando il suo voto, anche Niki Lauda. Si accompagna alla bionda Susanne, fidanzata ufficiale.

Un grande aiuto glielo hanno dato anche le fake news degli avversari. Il manager della campagna socialdemocratica aveva creato finti profili Facebook per attaccarlo. Il 51enne candidato della sinistra Kern, non ha potuto che scusarsi. Intanto Sebastian impazza sui social (più di 700mila follower su Facebook) e posta video in cui scala le montagne, che qui sono pane quotidiano e tradizionale che nell’urna paga.

Non è antieuropeista e nemmeno contro l’euro, ma ha un’idea più snella dell’Unione, il suo cognome significa corto, conciso, non sarà un caso. Allo Spiegel ha spiegato come la vorrebbe: «Con una politica estera e di difesa forte che assicuri la crescita economica, non una che impone nuove regolamentazioni sugli allergeni costringendo a cambiare i menu».

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