Donne arbitri, tra insulti (ancora troppi) e prime volte (troppo poche)

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Eva Asderaki-Moore

Le storie, i nomi e i volti sono diversi eppure, tutte, continuano a fare notizia. Sia che si tratti di una donna che arbitra un incontro di tennis tra uomini sia che abbia il fischietto in mano in una partita di calcio della massima serie del campionato tedesco maschile.

Il comune denominatore è lo stesso: una donna che arbitra una competizione agonistica maschile fa notizia, un uomo che arbitra un incontro tra donne passa sotto silenzio semplicemente perché è normale e nella logica delle manifestazioni sportive.

Marija Cicak

Marija Cicak

Due nomi sono tornati all’attenzione delle cronache nelle ultime settimane. Il primo è quello di Eva Asderaki-Moore, 35enne greca, uno dei migliori arbitri di tennis al mondo. Dal 2008 è “Gold Badge”, ossia possiede la più alta licenza per arbitrare, sul seggiolone, qualsiasi tipo di match. È stata lei la prima donna ad arbitrare la finale maschile degli US Open, nel 2015, e i finalisti erano il serbo Novak Djokovic e lo svizzero Roger Federer, non proprio due qualunque. In quella stessa edizione del torneo di Flushing Meadows, un’altra donna, la croata Marija Cicak, aveva arbitrato la finale femminile. Asderaki-Cicak, una doppietta storica nella storia dello sport della racchetta. Il curriculum, però, non ha risparmiato alla Asderaki gli insulti del tennista italiano Fabio Fognini che, nell’ultima edizione dello Slam americano, l’ha apostrofata con parole pesanti, sessiste. La squalifica dal torneo, la restituzione dei punti e del montepremi vinti nell’occasione e una multa di 24.000 dollari è quanto sono costati, per ora, all’azzurro quelle parole.

Georgina Lawrence-Clark

Georgina Lawrence-Clark

Tornando ai record, la prima donna ad arbitrare una finale del Grande Slam era stata Georgina Lawrence-Clark, originaria di Hong Kong, a Wimbledon nel 1984, match clou tra Martina Navratilova e Chris Evert, mentre la prima donna in assoluto a essere giudice di sedia in una finale maschile è stata la francese Sandra de Jenken (Australian Open e Roland Garros 2007).

Bibiana Steinhaus

Bibiana Steinhaus

Da una prima volta a un’altra. Il secondo nome “da record” è quello di Bibiana Steinhaus, la prima donna ad arbitrare una partita di calcio della Bundesliga tedesca. È accaduto in occasione dell’incontro tra l’Hertha Berlino e il Werder Brema, in un palcoscenico prestigioso come quello dell’Olympiastadion, lo stesso impianto sportivo che nel 1936 ha visto l’americano Jesse Owens conquistare quattro ori olimpici sotto gli occhi di Hitler. Prima e dopo la partita, alcuni media non hanno potuto fare a meno di notare che, per arrivare fin lì, la 38enne di Hannover, che di professione fa la poliziotta, aveva seguito i consigli del fidanzato, l’ex arbitro internazionale Howard Webb. Prima di quell’incontro, la tedesca aveva arbitrato la finale olimpica femminile a Londra 2012 e la finale femminile di Chanpions League a Cardiff nella scorsa stagione.

Piccolo, ma non insignificante, dettaglio di cronaca sportiva: in tutte queste prima volte, l’arbitraggio femminile è sempre stato definito, all’unanimità, “impeccabile”.




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