Fermato un uomo per la donna aggredita – Cronaca

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VIAREGGIO. È l’ora di pranzo quando l’auto della polizia municipale di Viareggio entra nel piazzale sul quale si affaccia l’approdo Lusben. Insieme agli agenti del Comando guidato da Vasco Comaschi ci sono i militari della Capitaneria di porto, oggi diretta da Giovanni Calvelli. C’è via vai di marinai ed operai, la fine dell’estate è il periodo in cui imbarcazioni ed equipaggi ammainano le vele e spengono i motori. Agenti e militari vanno a colpo sicuro. E nell’auto della Municipale, dotata di cella, finisce in un attimo il comandante di una barca all’ormeggio. Su di lui, ieri pomeriggio in stato di fermo, pende l’accusa di aver picchiato provocandole lesioni molto pesanti la donna trovata all’alba di sabato, dentro un’auto andata a sbattere contro il cancello del cantiere Perini, in via Coppino.

In un primo momento era sembrato un banale incidente, dei tanti che si contano dopo le notti dei fine settimana. Ai soccorritori dell’ambulanza inviata dalla Centrale operativa del 118 la donna, una quarantenne residente a Lucca, dichiara subito di essere stata violentata. Una volta in Pronto soccorso appare subito chiaro che le lesioni riportate non possono essere state causate dall’incidente con l’auto. La donna ha un braccio rotto, ha preso un colpo molto violento in testa che l’ha lasciata intontita e che ha richiesto una Tac, ha segni evidenti sui polsi che indicano come sia stata tenuta ferma da qualcuno, è stata colpita nel costato e ha lividi un po’ ovunque. Di aggressione vera e propria, dunque, si è trattato. Starà poi a tutti gli ulteriori approfondimenti del caso, alla ricostruzione che saprà fornire – domenica mattina ha firmato la denuncia – e alle dichiarazioni del fermato stabilire, una volta terminate le indagini condotte dalla Municipale, come siano andati i fatti fino in fondo.

La donna ha anche dichiarato che l’uomo l’avrebbe fatta bere fino a stordirla. Lo stesso uomo che aveva incontrato, sembra di capire, nell’ambito di una ricerca di lavoro.

Il comandante in stato di fermo per tutto il pomeriggio di ieri potrebbe essere denunciato, se emergeranno elementi sufficienti, a piede libero. Essendo trascorso il periodo di flagranza del reato. L’uomo, originario di una Paese dell’Est Europa, e noto all’approdo Lusben – il cui gestore (Azimut Benetti) non ha alcuna responsabilità in tutta la vicenda – in quanto non è la prima volta che sbarca alla banchina che si trova in fondo a via Coppino.

Bocche cucite per tutta la giornata di ieri, sia da parte della Municipale che della Capitaneria, data la delicatezza della vicenda e la necessità di attendere le decisioni del pm della Procura di Lucca che ha in mano il fascicolo. Ma emerge uno scenario in cui si potrebbe arrivare, se gli indizi trovassero conferma, ad una denuncia almeno per aggressione, se non addirittura anche per violenza sessuale, dato che la legge in materia non prevede che si consumi l’atto vero e proprio per configurare a pieno il reato. Un “particolare”

che troppi uomini ancora non hanno recepito: un no è un no. A qualsiasi punto si sia arrivati, dal semplice approccio all’atto sessuale che si va consumando. E se c’è un no ci si ferma. Altrimenti è già violenza sessuale. Non è un concetto troppo difficile da tenere a mente…

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